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Un gelato italiano alla Trump Tower

di Peppo Delconte

Sulla Quinta Avenue di New York scorre un fiume in piena di sfaccendati turisti. Tutt’intorno, le vetrine dei grandi marchi e i banchetti di hot dogs. Quando il loro passo si fa più stanco, eccoli in vista del Central Park. Poco dopo il Rockfeller Center e la cattedrale di St. Patrick, li attende un’ultima sbalorditiva sorpresa: la Torre del signor Donald Trump, grattacielo costruito nel 1983 (su progetto di Der Scutt) che vanta un’ispirazione vagamente “ecologica” con i suoi 58 piani lustrati a specchio e, sul fianco destro, una serie di terrazze a scalare piene di alberi. La facciata, con vetrine Tiffany e Gucci, presenta al centro la grande entrata-inghiotittoio con porte girevoli, oltre la quale si apre lo spazio pubblico dell’edificio. Il resto, è tutto riservato ai miliardari: lussuosissime “suites” con vista su Manhattan, sale, bar, ristoranti, piscina-spa e altri sfizi non proprio alla portata di tutte le tasche.

Ma questo spazio pubblico merita una visita: è uno spettacolare atrio a 5 piani con giochi di specchi, ottoni e marmi rosa con venature bianche, una scala mobile che porta i visitatori a godere il panorama interno da tutte le diverse altezze, una parete di fondo con una cascata e una passerella che attraversa la piscina sottostante, circondata dal verde. Tutt’intorno negozi, tavole calde e caffè, tavolini con vista sulla cascata. Nell’angolo a destra, ecco il bancone di gelati e sorbetti artigianali, rigorosamente italiani. Per pochi dollari, si può comprare un cono e sedersi in assoluta libertà. È molto newyorkese questa concezione dello spazio pubblico, con uso gratuito dei tavolini (e nessun sovraprezzo all’europea). Soprattutto, è possibile gustare qui uno dei migliori gelati italiani della Big Apple, con una strepitosa varietà di gusti. La Trump Tower non è unica: oltre a New York, ce ne sono a Miami, Chicago e in altre città. Tutte improntate al lusso sfrenato e alla megalomania del celebre miliardario. Ma in America lo spazio pubblico è sacro e il gelato alla portata di tutti. D’altronde, la tradizione italiana è in pieno rilancio come dimostra anche la catena di gelati Amorino che si sta imponendo a Parigi, minacciando il locale monopolio di Bertillon. Ma trovare un buon gelato artigianale sulla Quinta Avenue è sempre un’emozione speciale... Altro che le orrende pizze!

www.trumpintl.com

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