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Slow Wine & Foodies

di Paolo Scarpellini

Autunno, tempo di guide enogastronomiche. Quelle che (Michelin, Vini e Ristoranti de L'Espresso, Vini e Ristoranti del Gambero Rosso, Vini e Ristoranti Veronelli, Touring Club, Identità Golose, Gola in Tasca… e chi più ne ha, più ne legga) sono destinate con le loro classifiche e giudizi (stelle, posate, cappelli, bicchieri, mestoli, faccine o soli più o meno radiosi, decimi o ventesimi) a suscitare le solite invidie (fra ristoratori/produttori di vino), i soliti dubbi e sospetti (fra i lettori), le solite baruffe mediatiche (fra critici e giornalisti). Bene, noi lasciamo volentieri ad altri zuffe e battibecchi. Preferiamo piuttosto parlare di 2 nuove e atipiche guide del settore: Baedeker del bere/mangiare, cioè, che sembrano voler finalmente uscire dal circolo vizioso (e a volte viziato) di voti e graduatorie.

La prima, curata dal direttore editoriale Marco Bolasco (ex direttore della Guida Ristoranti Gambero Rosso, ultimo a destra nella foto) insieme a Giancarlo Gariglio e Fabio Gavedoni, è pubblicata da Slow Food e si intitola Slow Wine (1216 pagine, € 24). A identificarla subito, c’è l'illuminante sottotitolo: Storie di vita, vigne, vini in Italia. Già, perchè qui, una volta tanto, non si giudicano i vini nazionali dopo averli degustati, ma ci si limita ad assegnare determinati simboli in presenza di etichette dall'ottima qualità media, buoni rapporti qualità-prezzo e cantine che sanno interpretare al meglio valori territoriali, organolettici, ambientali. Il tutto, attraverso brevi sezioni descrittive in cui s’identifica prima l'azienda, poi le vigne, quindi i vini. Bene, bravi, bis. L'altra guida, edita dal Gambero Rosso e curata dal suo vicedirettore Laura Mantovano, si chiama Foodies (320 pagine, € 14.90). Anche qui, il sottotitolo fa subito chiarezza: 1000 indirizzi dove il cibo è piacere e passione. In altre parole, ristoranti ma anche trattorie; pizzerie ma anche birrerie; wine bars ma anche locali da aperitivi; enoteche ma anche pizze al taglio; gelaterie ma anche piadinerie; macellerie ma anche formaggerie dove andare a colpo sicuro, o quasi. Ideata per tutti i buongustai 3.0 – ossia coloro che preferiscono rinunciare a un capo d'abbigliamento (o a un nuovo smartphone) piuttosto che a una cena sfiziosa – è scritta in modo "giovane" e svelto, piace per la sua schiettezza e interdisciplinarietà, risulta nel complesso ben strutturata. Insomma, se volete una volta tanto uscire dagli schemi, questi titoli fanno decisamente per voi.

www.slowfood.it

www.gamberorosso.it









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