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Padella Fulvio Pierangelini
Padella Michelangelo Pistoletto
Padella Mauro Uliassi
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Arte in Padella

di Matteo Castelnuovo

Da sempre, il cibo "flirta" con l’arte. Basti pensare all'Ultima cena di Leonardo da Vinci, alle provocatorie visioni culinarie di Filippo Tommaso Marinetti e dei suoi futuristi, ai depistantitableaux-piéges” di Daniel Spoerri che nel 1968 alimentò la Eat Art a Düsseldorf, nel suo ristorante. A questo “concept” si sono ispirati Giuseppe Bertozzini e Ludovico Pratesi, che fanno “dialogare” le padelle antiaderenti dell’azienda TVS di Fermignano (PU) con l’arte contemporanea innescando sorprendenti colpi d’occhio e “saporitemetafore. Arte in Padella, propone 8 padelle reinterpretate come fossero altrettante tele da 4 artisti (Domenico Bianchi, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Ettore Spalletti) e 4 cuochi (Massimo Bottura, Moreno Cedroni, Fulvio Pierangelini, Mauro Uliassi). Se Domenico Bianchi riproduce sul fondo della padella gli arabeschi argentati dei suoi quadri astratti, Mimmo Paladino la dipinge di nero posandovi sopra un uccellino intento a beccare (connubio metaforico fra nutrizione di corpo e spirito, carne ed etereo). Michelangelo Pistoletto, trasforma il proprio tegame in uno specchio per cogliere la verità, restando fedele ai suoi famosi quadri specchianti, mentre Ettore Spalletti propone in padella un paesaggio collinare illuminato dai bagliori aranciati d’un tramonto abruzzese.

Massimo Bottura (chef e patron dell'Osteria Francescana, a Modena) nel realizzare la sua Padella a 33 giri sposa arte, cucina e musica concettualizzando emozioni, sfamando la mente, deliziando il palato. Si muove invece sul filo sottile dell’ironia Moreno Cedroni (Madonnina del Pescatore di Senigallia: inventore del “susci”, cioè il sushi all’italiana), raffigurando il gioco gastronomico del tonno per cuochi in erba. Tutt’altro approccio per Fulvio Pierangelini (Gambero Rosso di San Vincenzo, Livorno), che crea la Padella con gli spaghetti di salsa e metallo puntando al dramma della fame nel mondo. Infine, il marchigiano Mauro Uliassi (titolare dell’omonimo ristorante di Senigallia) si ispira a René Magritte per “Ceci n'est pas une poêle”. Dove, ovviamente, la pipa surrealista si trasforma in padella espandendo la “fisicità” di un utensile che non solo serve a sfamarci ma a farci conoscere sapori e tradizioni dall’antichissimo retrogusto. Risultato finale (in padella): verità, luce, poesia e natura per i 4 artisti. Gioco, citazione, musica e cibo per i 4 chefs.

www.tvs-spa.it

Foto: Fulvio Pierangelini
Michelangelo Pistoletto
Mauro Uliassi
© TVS
 





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