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Tutto il meglio di Carosello
Calimero pulcino nero
Omino coi baffi
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Tutto il meglio di Carosello

di Stefano Bianchi

Nei suoi 20 anni di vita in tivù, l’hanno sospeso 2 volte. Nel 1963 e nel 1969: quando John Kennedy fu assassinato a Dallas e dopo la strage di Piazza Fontana. Le sole 2 sere in cui un esercito di mamme e di papà, dal nord al sud Italia isole comprese, non potè pronunciare ai propri bimbi la fatidica frase “…e dopo Carosello, tutti a nanna”. Inevitabili, luttuose eccezioni nel ventennio di storia dell’appuntamento in bianco e nero che ha trasformato la “réclame” (allora si diceva così) in arte lasciandoci almeno un paio di dubbi: che fine avranno fatto le “scorie azotate” che l’acqua minerale Fiuggi debellava dall’organismo? E cos’era mai il “gardol” del dentifricio Colgate: quello dello slogan “Con quel sorriso può dire ciò che vuole”? Dal 1957 al 1977, ogni sera alle 20.50 dopo il Telegiornale, Carosello andava in onda per 10 minuti con 4 pubblicità che nel ’61 diverranno 5 per soddisfare la domanda crescente degli inserzionisti. Ogni episodio, girato in 35 millimetri, doveva tassativamente durare 2 minuti e 15 secondi. Cioè 64 metri e 26 centimetri di pellicola. La prima parte, spettacolare, non poteva reclamizzare la marca; che veniva concentrata nel “codino”, i 35 secondi finali. Dati e numeri che hanno fatto epoca. Consultabili (insieme agli scritti di Edmondo Berselli e Aldo Nove) in Tutto il meglio di Carosello 1957-1977, libro curato da Guia Croce, regista, autrice e restauratrice Rai che con pazienza certosina ha trasferito centinaia di “carosellioriginali in digitale per farli durare nel tempo (e nella memoria di chi, all’epoca, era uno di quei bimbi che andavano a nanna alle 9 di sera spaccate).

Nel “mare magnum” di quelle icone della pubblicità, 52 sono entrate nel Dvd che accompagna il libro. Un concentrato di “classici”: da Calimero il pulcino nero a Pippo l’ippopotamo, passando per Mammut Babbut e Figliut, Tacabanda, Toto e Tata, l’omino coi baffiSimboli a cartoni animati, cioè, di quel “teatrino serale” dalla musica inconfondibile che prese forma da un’Italia avviata verso il boom economico. E a Carosello, lungo quei benedetti 20 anni, prestarono volti e voci attori del grande schermo cinematografico e del palcoscenico teatrale. (Ri)guardatevi, in tema di beveraggi, condimenti, carne in scatola e gomme da masticare, la pubblicità del Cynar, “contro il logorìo della vita moderna”, con Ernesto Calindri; Tino Buazzellimatusa” che a sorsi di aperitivo Aperol se la vede coi “giovani” degli Anni '60; Paolo Panelli e Bice Valori che decantano le virtù nutrizionali dell’Olio Dante; Carla Gravinainviata speciale” a New York per Brooklin, “la gomma del ponte”; Walter Chiari e Silva Koscina “testimonials” della mitica Simmenthal. Ed è memorabile, Ugo Tognazzi, quando in Birrelax scopre i rilassanti benefici d’una schiumosa “bionda”. E ancora, gli schiaffoni dei Brutos e le smorfie di Evaristo e Casimiro (Franco Franchi e Ciccio Ingrassia) per la Cera Grey; Cesare Polacco nell’Infallibile Ispettore Rock: il quale, ahimè, non usa la Brillantina Linetti… Nel ’77, Carosello chiude. Il “modello americano” della pubblicità, esige più prodotti da reclamizzare in poco tempo. E lo spot, che diventa ultraveloce, è quello che ci tocca vedere ancora oggi. Distrattamente. Con qualche eccezione, però: Elio e Le Storie Tese che rifanno un Cynar che più “vintage” non si può; Aldo, Giovanni e Giacomo, Christian De Sica, Luciana Littizzetto, Diego Abbatantuono & Elena Sofia Ricci che snocciolano mini-trame fra cellulari, telefoni fissi e connessioni Internet; Paolo Bonolis & Luca Laurenti, inseparabile coppia da caffè in paradiso. Sembrano “caroselli”. Ma Carosello era tutta un’altra storia.

Tutto il meglio di Carosello 1957-1977, Einaudi Stile Libero, € 23

www.einaudi.it

Foto: Einaudi/Rai

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