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Ricette Cool e accessori per la cucina

di Redazione

Carissimi/e,
ci auguriamo abbiate ben trascorso le vostre vacanze estive. Noi le abbiamo passate in Salento, “tallone d’Italia”, assaporando cibi principalmente di terra. Abbiamo quindi deciso di andare controcorrente (in questo periodo le riviste gastronomiche parlano di funghi), proponendovi una deliziosa ricetta preparata con le fave.


Purè di fave bianche con cicorie selvatiche

Ingredienti per 6 persone

600 gr. di fave bianche secche decorticate
1 pizzico abbondante di bicarbonato
2/3 pomodorini (privati della pelle e dei semi)
2 foglie di alloro
1 cipolla media
Olio
Sale, pepe


La sera precedente, mettete a bagno le fave in un recipiente di cottura (meglio se di coccio). L’acqua, abbondante, deve ricoprirle almeno 4/5 dita. La mattina dopo, ponete il recipiente sul fuoco senza far colare l’acqua e cuocete a fuoco bassissimo. Dall’inizio del bollore, calcolate 30 minuti circa (le fave si saranno ammorbidite), colate l’acqua e sostituitela con acqua calda (mi raccomando!), 1 pizzico abbondante di bicarbonato, la cipolla tagliata sottilissima, foglie d’alloro e pomodorini (questi ultimi a scelta), sale o se preferite dado (userei quello vegetale), avendo cura di mescolare fino a che non si sarà formata una crema densa. A fine cottura, frustate con forza sino ad ottenere un purè.


Prima versione

Se riuscite a reperire della cicoria da campo (800 gr. netto), pulitela e lessatela in abbondante acqua salata. Bollente, appena cotta, scolatela e sistematela in ogni piatto col purè di fave, un filo d’olio crudo e pepe, accompagnando il tutto con pane pugliese e un buon vino rosato del Salento.


Seconda versione

Tagliate a fette e poi a quadrati (non tanto piccoli) del pane pugliese raffermo (calcolate 3/4 quadretti a persona) e friggetelo nell’olio extravergine d’oliva. Nel recipiente di cottura delle fave, aggiungete il pane, rimestate e servite. Non è necessario condire il purè con altro olio.

Il miglior recipiente per cucinare fave e legumi in generale, è di coccio (pignatta). In Salento l’ho trovato a forma d’anfora, provvista di coperchio e 2 piccoli manici vicini l’uno all’altro che servono, durante la cottura, a imprimere un movimento circolare consentendo alle fave di disfarsi senza dover utilizzare il cucchiaio di legno.


La curiosità: narra la leggenda che il filosofo e matematico greco Pitagora avrebbe potuto evitare di essere ucciso se fosse fuggito attraversando un campo di fave. Ma non lo fece. Perché? Secondo gli storici, soffriva di favismo. Inoltre, per Pitagora e i suoi discepoli, era assolutamente vietato mangiare le fave: credenza derivata dalla particolarità della pianta di avere un gambo privo di nodi, cosa che l’avrebbe resa canale privilegiato di comunicazione fra il mondo sotterraneo dei morti e la superficie della terra dei vivi.


Stak

Composizione geometrica costituita da piatto fondo, piatto piano, piattino e tazza che, una volta rovesciati e impilati, formano un servizio completo (set da tavola: € 177). Realizzato in ceramica nel 2003 dal designer Karim Rashid, Stak crea un suggestivo “landscape” che soddisfa l’organizzazione della tavola: dal brunch, alla cena. Disponibile in bianco o nero.

Danese
tel. 0234939534

www.danesemilano.com

Foto: Danese

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