Coolmag - food

Cassissonna
Scires
Bibock
home - food




Birrificio Italiano

di Paolo Scarpellini

Una volta era solo bionda, estiva e beverina. Poi è arrivata la rossa, quindi la scura. Entrambe più corpose e impegnative. Oggi di birra sotto i ponti ne è passata parecchia, andando oltre, molto oltre: in gusto, gradazione, versatilità. Tanto da far concorrenza in diversi casi al vino più serio, visto che ormai si può abbinare a tutto pasto con carni e pesci, paste e antipasti, contorni e desserts. Una concorrenza che ora minaccia da vicino perfino i distillati più seri, almeno stando alle più recenti produzioni di birre invecchiate da divano o da meditazione, perfette per fumarci sopra un bel sigaro. Il merito di questa recente, inevitabile rivoluzione “maltoluppolosa” è dei microbirrifici artigianali, quelli sorti anche in Italia negli ultimi anni sull’esempio di quanto accade da tempo negli Stati Uniti, in Canada, Austria, Germania, Giappone, Danimarca. In queste piccole strutture, infatti, la bevanda passa direttamente dal produttore al consumatore - vista la dotazione di appositi macchinari nel retrobottega - o nel bel mezzo del locale pubblico. La (entusiasmante) freschezza del boccale che arriva sul banco, quindi, è più che garantita.

Ma la vera, profonda differenza con le birrette beverine che vanno tanto di moda sta più che altro nell’assenza di pastorizzazione (processo indispensabile per la lunga conservazione in bottiglia, ma che toglie parecchie vitamine), e magari anche del filtraggio (con prodotto forse meno limpido, ma comunque intatto nelle sue proprietà migliori). Quindi, l’alta qualità (e l’alta gradazione) regna sovrana. Senza dimenticare l’originalità: mai assaggiata, ad esempio, una birra spumante che sa di ribes nero, dolce e potente? Una che sa di ciliegia, dal bel color rubino? O ancora una forte e selvatica, amara e albicoccosa, di tipico stampo tedesco? Eccole qui: sono rispettivamente la Cassissonna, la Scires e la Bibock, ovvero le etichette più insolite del Birrificio Italiano a Lurago Marinone, uno dei primissimi "brewpub" nostrani, caratterizzato dall’assoluta eccellenza. Qui, la mente si chiama Agostino Arioli: è lui che nel sottosuolo di questo locale in provincia di Como (per gli interisti, a 2 passi da Appiano Gentile!), ha puntato tutto sulla qualità e sull’originalità, inventandosi etichette decisamente intriganti tipo Amber Shock, Vùdù, Negra, Rossoscura e Tipopils. Tutte birre che si possono degustare sul posto, insieme a un’interessante proposta di piatti.

Birrificio Italiano
via Castello 51, Lurago Marinone (CO)
tel. 031895450

www.birrificio.it

Foto: Claudio Marchesotti/Birrificio Italiano





















stampa

coolmag