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La Ratera
Salvatore Garofalo
Malfatti di ricotta di pecora
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Birrcucina!

di Paolo Scarpellini

Insalata di Stilton alla Rosè de Gambrinus, orata di lenza all’Anchor Steam o petto d’anatra affumicato alla Trappe Blond per antipasto. Corzetti alla Westmalle Dubbel o malfatti di ricotta di pecora alla Chimay Rouge come primo piatto. Rognone di vitello alla Black Sheep Ale, filetto di vitello alla Biere des Ours o panzanella di calamari e burrata all’Orval per secondo. In chiusura, come dessert, bavarese alla Bons Veux oppure crema catalana alla ArtigianALE. Ecco il menù-tipo che potete trovare in un curioso “birristorantemilanese che sta facendo parlare parecchio di sé: La Ratera in quel di Trenno, dietro allo stadio di San Siro. Già, perché il suo menù è il primo e unico tentativo italiano (molto ben riuscito) di una vera e propria cucina alla birra: ogni piatto in carta, infatti, viene rigorosamente cucinato, condito o assemblato con una "bionda" o una "rossa" di varia tipologia e gradazione che si sposa particolarmente bene con quel particolare pesce, quella particolare carne, quel determinato dolce. Giusto per dimostrare che si può andare ben oltre il solito stufato, il solito pollo o il solito tortino alla Guinness che costituiscono i (pochissimi) piatti forti a base di questa bevanda, storicamente presenti in buona parte del Nord Europa.

Ma non è tutto: chi vuole, alla Ratera può benissimo accompagnare ogni piatto che sceglie con un bicchiere della stessa birra con cui è stato preparato, per un effetto “birr-gastronomico” assolutamente a 360°. Ci volevano 2 ragazzi appassionati come Marco Rinaldi e Salvatore Garofalo - il primo grande intenditore della materia, il secondo con importanti esperienze culinarie alle spalle - per lanciare in Italia un’idea decisamente nuova, interessante e ben realizzata come questa, che infatti sta riscuotendo tutto il successo che si merita. Non a caso il loro locale, in fondo a un vicolo nell’ex borgo di campagna ora inglobato dalla metropoli, viene regolarmente preso d’assalto da “birrfans” di ogni tipo e genere. Perché qui sanno di trovare, oltre a una cucina gustosa e fantasiosa, le migliori etichette su piazza, nazionali e straniere: ottimi prodotti artigianali nazionali firmati Baladin e Birrificio Italiano, le migliori bottiglie in arrivo da Olanda, Germania, Scozia, Irlanda, Inghilterra, Stati Uniti. Senza contare il Belgio, le cui "trappiste" occupano da sole un’intera pagina sulla notevole carta delle birre. Una cosa è certa: qui, le birrette messicane che vanno tanto di moda sono bandite. E meno male.

La Ratera
via Ratti 22, Milano
tel. 0248202932

www.laratera.it

Foto: La Ratera
Lo chef Salvatore Garofalo/Paolo Scarpellini 2007
Malfatti di ricotta di pecora alla Chimay Rouge


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