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Assenzio. Alla riscoperta della Musa Verde

di Stefano Bianchi

Ernest Hemingway lo citò nel romanzo Per chi suona la campana; Edgar Degas lo dipinse nel quadro L'Absinthe; Emile Zola gli dedicò nel 1877 lo scritto L'Assommoir; il poeta Alfred de Musset lo consumava abitualmente, così come i poeti maledetti. Non esisteva caffè letterario, nell'800, che non servisse liquore d'assenzio estratto dall'erba Artemisia. L'Old Absinthe House Bar di New Orleans, ad esempio: frequentato da Oscar Wilde (che dichiarò: "Qual è la differenza tra un bicchiere d’assenzio e un tramonto?") e da Mark Twain. Si narra che l'assenzio (all'epoca nominato La Fée Verte e La Bleue) rendesse euforici stimolando i centri nervosi; e per questo motivo il governo francese ne proibì la vendita nel 1914. Ma da qualche anno, sfiziosamente, la cosiddetta Musa Verde è tornata in auge: in piccole dosi, fra l'altro, la troviamo in noti aperitivi come i transalpini Ricard e Pernod, e i nostrani Punt e Mes e Carpano.

A Parigi, nel quartiere del Marais, una volta c'era il negozio Vert d’Absinthe che dal 2005 proponeva diversi distillati d'assenzio come Libertine, Versinthe Blanche, La Muse Verte e Nouvelle Orléans. Marche che potete tranquillamente acquistare su www.vertdabsinthe.com/shop. Dopodichè, se volete degustare al meglio il vostro assenzio preferito versatene 3 cl. in 1 bicchierino da liquore; appoggiate il cucchiaino traforato (strumento fondamentale per la preparazione) sul bordo del bicchiere con mezza o un'intera zolletta di zucchero; versate lentamente acqua ghiacciata sullo zucchero, che verrà filtrato dal cucchiaino. E dopo aver aggiunto al liquore da 3 a 5 volumi d'acqua fresca, rimuovete lo zucchero dal fondo del bicchiere e lasciatevi corteggiare... dalla Musa Verde.

www.franceguide.com

Foto: Eleonora Tarantino

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