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Nember Essenza d'Oliva
Nember Olio
Oil Bar
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Oil for Food

di Paolo Scarpellini

Oil for Food? Oggi più che mai. Perché ormai l’olio (serio) costa 10, 20, anche 30 volte più del petrolio. E poi perché l’olio è diventato elemento sempre più importante del cibo quotidiano: da semplice condimento, si è trasformato in presenza irrinunciabile non solo per accompagnare insalate, ma anche per dare quel tocco particolare ad antipasti, primi, secondi piatti. Addirittura desserts. Non a caso, i ristoranti più attenti iniziano a presentare accanto alla lista dei vini o delle acque una carta degli oli (magari con tanto di carrello) dove scegliere la tipologia preferita per regione, gusto, leggerezza. Seguendo magari i consigli dello chef di turno. Ad esempio, un vero cultore come il napoletano Alfonso Iaccarino: «Prima di tutto, d’obbligo l’extravergine. Dal profumo fruttato per le insalate, dal gusto amaro-piccante per paste ai sughi rossi, delicato per secondi di pesce, più deciso e robusto per secondi di carne». Insomma, un olio per ogni occasione. Lo dimostrano le ultime creazioni dei cuochi più creativi: avete mai pensato di poter assaggiare un giorno mousse d’olio, gelato d’olio, panettone all’olio, ravioli ripieni di olio, perfino un cioccolatino farcito all’olio?

L’ultimo tocco di questa dilagante “olio mania” arriva con l’apertura di locali monodedicati. Ad esempio Frantoi Celletti & Cultivar di Milano, il primo “oil bar” d’Italia già meta di tutti gli “oil fans” nazionali: un simpatico posticino del tutto informale per pranzare o cenare con piatti (o pizze) conditi nei modi e con gli extravergini più diversi. Ma grazie al proprietario, produttore e degustatore di professione, è anche il luogo ideale per assaggi guidati a tavola, corsi di apprendimento e perfino Masters oleari: giusto per non sbagliare mai più condimento in futuro. Tutto questo, ovvio, va di pari passo con una produzione nazionale sempre più attenta e ricercata, con bottiglie che ormai vengono a costare quanto un vino “serio”. Fa testo, in mezzo a decine di ottime etichette dalla Liguria alla Sicilia, quello che è forse l’olio più caro (e migliore) al mondo, prodotto a Puegnago del Garda, in provincia di Brescia: si chiama Nember ed è molto più di un ottimo extravergine. Già, perché le olive vengono coccolate dalla nascita con rigorosi metodi biologici, mentre raccolta e spremitura seguono rigorosi criteri di qualità. Risultato? Una panna (anzi un’essenza, come recita l’etichetta) d’oliva che ha già vinto premi a ripetizione in giro per il mondo. Per averla, però, bisogna pagarla cara: quasi un pieno di benzina. Ma per la gioia e la salute del palato, questo e altro.

Frantoi Celletti & Cultivar
via Zuccoli 6, angolo via Gluck 56, Milano
tel. 0266983712

www.frantoicelletti.com

Nember Essenza d’Oliva
tel. 036562152

www.alexnember.com

Prezzi indicativi: bottiglia da 25 cl., a partire da € 18; 50 cl., a partire da € 33

Foto: Nember
Frantoi Celletti & Cultivar


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