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Victorio e Lucchino
Marescal e Salas
Marc Newson
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Puerta América: ogni piano, un designer

di Stefano Bianchi

A 8 chilometri dall’aeroporto Madrid-Barajas, l’Hotel Puerta América non è solo una festa per gli occhi. È solletichìo sensoriale, trionfo di colori, materiali e forme, elogio dell’originalità de luxe. Questa sfida kolossal, che ha comportato vari anni di duro lavoro, ha visto all’opera 650 persone che hanno trasformato un sogno architettonico in realtà. I numeri sono eloquenti: 308 stanze, 22 junior suite e 12 grandi suite per un totale di 342 oasi di relax. Ma la particolarità del Puerta América consiste nel coinvolgimento di 19 fra i migliori designers e studi d’architettura al mondo. In pratica, geni della forma e della sostanza hanno “interpretato” i 12 piani di questo albergo a 5 stelle declinando decorazioni d.o.c., audaci funzionalismi, avanguardie architettoniche. Il primo piano, creato da Zaha Hadid, gioca su linee rivoluzionarie e camere fra barocco, modernismo e minimalismo; il secondo, di Norman Foster, punta sulla tattilità del cuoio; il terzo (David Chipperfield) su rivestimenti fatti a mano, pannelli tappezzati e marmi immacolati; il quarto (Plasma Studio) delinea spazi pseudo-fantascientifici; il quinto (Victorio & Lucchino) esprime il calore delle stoffe e dei vivaci cromatismi.

Il sesto piano (Marc Newson), rilassante e sofisticato, punta sul bar con un bancone in marmo lungo 8 metri e sul corridoio laccato rosso; il settimo (Ron Arad) si fa accarezzare da forme sinuose e da componenti d’arredo “cult” come le sedie Fantastic Plastic Elastic griffate Kartell; l’ottavo (Kathryn Findlay) lascia al cliente il privilegio della meditazione sfoggiando il “total white” e luci in movimento per la lobby e il corridoio, che “reagiscono” ad ogni passo dell’ospite; il nono (Richard Gluckman) utilizza materiali come il metacrilato e arredi come il divano Sunset, prodotto da Cappellini e rivestito in velluto rosso o blu. Il decimo (Arata Isozaki), squisitamente giapponese, vede l’impiego del “soji”, pannello che ricorda quelli delle abitazioni classiche del Sol Levante. L’undicesimo (Javier Marescal & Fernando Salas) libera allegri cromatismi nei pavimenti delle camere e sulle pareti; il dodicesimo piano, concepito da Jean Nouvel, abbina la fotografia (i muri sono foderati da immagini di donne e fiori) e l’architettura più fascinosa. Ma non è tutto. Teresa Sapey ha concepito un garage fatto di colori e rappresentazioni grafiche, Christian Liaigre ha combinato nel ristorante i molteplici aspetti della cultura spagnola, John Pawson si è occupato della hall e dei saloni, Harriet Bourne & Jonathan Bell dell’aspetto paesaggistico che incornicia l’hotel, con una vegetazione che muta pedinando le stagioni.

Hotel Puerta América, Avenida de América 41, Madrid
tel. 0034-91-7445400


Da € 200 per le offerte del weekend, a € 300 per le camere singole e doppie, fino a € 560 per le junior suite e € 1.500 per le suite in alta stagione

www.hotelpuertamerica.com
www.easyjet.com

Foto: Victorio & Lucchino
Javier Marescal & Fernando Salas
Marc Newson

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