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Hotel Monaco & Grand Canal

di Stefano Bianchi

Nel cuore di Venezia, dove il Canal Grande si fonde con le acque del Bacino di San Marco, l’Hotel Monaco & Grand Canal si ritaglia un panorama mozzafiato che abbraccia la Basilica della Salute, punta della Dogana, l’Isola di San Giorgio e la Chiesa del Redentore. Già Palazzetto Vallaresso Erizzo, l’albergo riaperto nel 2004 è un’icona dell’ospitalità con le sue 98 camere barocco/minimali che sfoggiano tessuti preziosi, murrine, mosaici e sontuosi lampadari, cui vanno aggiunte le 34 stanze della dépendance, il tardo-gotico Palazzo Selvadego. Di tutto riguardo le proposte culinarie curate dallo chef Sandro Traini, fra piatti tipici della cucina veneziana e prelibatezze come la tartare di salmone e pesce spada al limone e basilico, gli scampi “in saor” Marco Polo e la terrina di foie gras con crema di zucca e misticanza. Negli ultimi anni, l’Hotel Monaco & Grand Canal è stato oggetto di un sostanziale restyling che ha ampliato la capacità ricettiva dell’edificio con l’annessione dell’attiguo Palazzo Dandolo: 8 sale che attorniano il prestigioso Ridotto (il tutto "rivisitato" dagli architetti Piero Lissoni e Luciano Parenti) in un tripudio di stucchi e mosaici, pareti e tetti di cristallo. L’antico, nei sontuosi spazi del palazzo, amoreggia col design contemporaneo delle chaise-longues di Mies Van Der Rohe, i tavolini blu di Cappellini, le scenografie luminose del light designer Arnold Chan, le lampade a stelo con paralume oversize di Piero Lissoni, le introspettive sculture di Igor Mitoraj. A partire dal 1282, con la parola "ridotto" s'intendeva quel luogo dove nobili, avventurieri, prostitute e viaggiatori si "riducevano" per i più svariati motivi: gioco d'azzardo, piaceri delle cortigiane, relazioni sociali e politiche… Fra i clienti abituali, Giacomo Casanova considerò il Ridotto scenografia ideale per le sue conquiste amorose.

In particolare il gioco d’azzardo, nato all’aperto fra le colonne di Marco e Todaro, aveva talmente soggiogato Venezia che il Governo fu ben lieto che i giocatori si “riducessero” in luoghi chiusi. Una prima immagine di Palazzo Dandolo la ritroviamo nella pianta prospettica del 1500 di Jacopo de Barbari. Nel 1542 l’edificio ospitò l’ambasciatore francese e Vescovo di Rodi Guglielmo Pelliccier, nel 1638 Marco Dandolo lo affittò allo Stato che lo adibì a pubblico ridotto fino alla soppressione decretata nel 1774. Da qui, nel corso dei decenni, questo gioiello architettonico ha vissuto varie metamorfosi: ufficio delle magistrature governative, deposito di materiali, sede del Carnevale durante la dominazione austriaca, nuovo Casinò collegato alla vicina Ca’ Giustinian, sala di proiezione del Cinema Modernissimo e, fino a vent’anni fa, teatro denominato Del Ridotto. Oggi, lussuoso fiore all’occhiello dell’Hotel Monaco & Grand Canal.

Hotel Monaco & Grand Canal, San Marco 1332, Venezia
tel. 0415200211


Da € 100 a € 300 per la camera singola, € 160/€ 530 la doppia, € 425/ € 800 la suite

www.hotelmonaco.it


Foto: © Michele Crosera


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