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Ozoo
Marc Berthier
Ozoo ambientato
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Ozoo by Roche Bobois

di Stefano Bianchi

Ci sono complementi d’arredo che hanno a tal punto sottolineato un’epoca da essere rilanciati sul mercato. È il caso dello scrittoio e della sedia Ozoo, creati nel 1968 dal designer e architetto francese Marc Berthier, che esprimevano in chiave spontaneamente (e ironicamente) Pop la modernità della plastica applicata all’arredamento: un sogno multicolor fatto di leggerezza, industrializzazione, resistenza “indoor” e “outdoor”.
 
Berthier, che annovera fra i suoi primi, importanti progetti le scrivanie per bambini utilizzate negli asili di Créteil, vicino a Parigi, spiega così la riedizione di Ozoo: «Essendo 2 oggetti emblematici, riproporli è stata un’ottima idea per una serie di motivi: la loro forma, la loro funzione, i colori, la lucentezza, il loro stile inconfondibile, il loro spirito. Realizzati in un unico pezzo, come fosse un monolite, all’epoca rappresentavano un’autentica performance. Il loro design ha consentito una produzione più facile e meno costosa; e questo ci ha permesso una più vasta distribuzione». 50 anni dopo, lo scrittoio e la sedia Ozoo vengono rieditati da Roche Bobois nella loro versione “cult”, fedele ai modelli del ’68 – struttura in resina poliestere laccata, fabbricazione francese – e nello splendore dei 5 colori che ne hanno determinato il grande successo.
 
 
www.marc-berthier.com

Foto: Roche Bobois

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