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Consigli di Stile: E se la giacca è oversize?

di Gisella Zinelli Rignano

Una volta le regole erano ferree. Da Lord Brummel in poi, passando per il Principe di Galles e il Grande Gatsby fino al Duca di Windsor, l’abito maschile doveva essere perfetto. A cominciare dalla giacca. Uno dei punti più critici? L’accollatura, cioè l’aderenza al collo sui lati e sul dietro. Una giacca ben fatta non scolla, nemmeno in movimento, fasciando bene il colletto della camicia senza creare imbarazzanti spazi. I “revers”, poi, non devono fare “bowing”: ossia non devono incurvarsi sul petto, specialmente quando si muovono le braccia. L’inforcatura, a sua volta, è altrettanto delicata: solo un giromanica stretto al punto giusto consente i movimenti e non fa sollevare i quarti anteriori quando si alza il braccio. Continuando sui davanti, da evitare le pieghe che formano una X causate da una giacca troppo stretta. Rischio: quel bottone che sta per partire come un proiettile.

Altro dettaglio, il fondo della manica. Più stretto se si usa un polsino di camicia semplice, più largo in caso di gemelli, mai così ampio da sembrare indebitamente sottratto al fratello maggiore. In tema di lunghezze, invece, bisogna essere d’accordo con chi la vuole tale da coprire il cavallo dei pantaloni. Bene. Per quanto riguarda le collezioni Primavera/Estate 2018, dovete sapere che gli stilisti hanno preso tutte queste regole e le hanno messe da parte: la giacca è grande, grandissima (fratello maggiore “docet”) perché dev’essere comoda, comodissima. La moda, ecco il messaggio, deve rifarsi allo stile afroamericano degli Anni ‘40. A noi l’ardua sentenza: forse bisogna proprio essere giovani, magri, allampanati e con un fisico da modello… In poche parole: “non è una moda per vecchi”. Ma chissà…

Foto: © Balenciaga
© Giorgio Armani

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