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Tailleur by Chanel
Tailleur by Bottega Veneta
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Consigli di Stile: Tailleur, compostamente femminile

di Gisella Zinelli Rignano

La storia ci dice che il primo tailleur femminile, commissionato dalla Principessa del Galles, viene confezionato a Londra nel 1885. Secondo un’altra storia, però, la sua vera creatrice è Coco Chanel. Mai capo d’abbigliamento si è dimostrato più rivoluzionario con quel taglio maschile che diventa espressione d’eleganza femminile. Ma soprattutto ha rappresentato un nuovo modo di essere della donna, finalmente libera da corsetti, piume e falpalà. Libera di muoversi, dinamica, elegante. Dalla sua “scoperta” sono poi seguite situazioni per così dire “altalenanti”: quasi scomparso negli Anni ‘70, il tailleur è riapparso il decennio successivo come “portavoce” della donna affermata, della giacca della conduttrice del TG, delle spalle larghe di Dallas. E negli Anni ’90? Re Giorgio (Armani, ovviamente) l’ha consacrato con le sue giacche senza imbottiture.
 
Quando vale la pena indossarlo, oggi? Direi sempre: basta un accessorio per travestirlo, gonna o pantaloni che siano. Con collana di perle se è classico, con collo di pelo (rigorosamente sintetico: la pelliccia è "démodé") se è un po’ più grintoso, e così via. Nel dubbio su cosa indossare a una serata, una cena o a teatro, risolve anche quando il “dress code” è importante. E non ha quasi più età, nel senso che se abbinato nel modo giusto risolve qualunque circostanza indipendentemente dall’età. Come sempre, però, fate attenzione al fisico: se c’è qualche kilo di troppo, il tailleur non dovrà essere troppo fasciante né chiaro. Ultima raccomandazione, la scarpa: dai 4 cm. in su, il tacco è gradito. Con la pianella, non ci siamo proprio.

Foto: Chanel Couture, giacca e gonna quadrettati
Bottega Veneta, completo di lana con inserti in shearling

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