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Moleskine = Keith Haring

di Stefano Bianchi

Neri, piuttosto anonimi, erano i taccuini su cui Vincent van Gogh e Pablo Picasso schizzavano i loro futuri capolavori pittorici. E in quelle piccole pagine, romanzieri del calibro di Ernest Hemingway e Bruce Chatwin annotavano per filo e per segno sensazioni, stati d’animo, emozioni di viaggi. Quei taccuini, per molto tempo, nessuno li ha voluti più stampare. Senonchè nel 1997 un piccolo editore milanese ha riportato in auge quell’autentica leggenda dagli angoli arrotondati, i risguardi trattenuti da un elastico e la preziosa tasca interna. Ripensando a Chatwin, l’ha chiamata Moleskine.

Oggi, il marchio è più che mai sinonimo di cultura, nomadismo, immaginazione, identità personale e… Street Art per nome e per conto di Keith Haring. L’artista che più di ogni altro ha pittoricamente scandito le problematiche sociopolitiche della New York Anni ’80, è infatti protagonista di 4 taccuini in formato Pocket (€ 16.90) e Large (€ 22.90), ciascuno dei quali impreziosito in copertina da una sua opera nonché dalle inconfondibili stilizzazioni di persone, animali e simboli stampate sulle pagine iniziali e finali. Cogliendo il succo dello slogan “Art Is For Everybody” (L’Arte è per Tutti, come voleva democraticamente Haring dipingendola sui muri, tratteggiandola coi gessetti nella metro, vendendola a basso costo nei Pop Shop di New York e di Tokyo), Moleskine mette il genio del graffitista a portata di tutti. Sottolineando nella copertina più emozionante, quella con l’omino che cerca di raddrizzare la Torre di Pisa, l’amore che Keith nutriva per l'Italia e concretizzò nel 1989 col murale Tuttomondo, sulla parete esterna del Convento di Sant’Antonio.      

www.moleskine.com/it

Foto: © Keith Haring Foundation. Licensed by Artestar, New York


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