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Happy Birthday, Bikini!

di Eleonora Tarantino

Il 5 luglio 1946, lo stilista francese Louis Réard presenta a Parigi il costume da bagno femminile in versione 2 pezzi. Lo chiama bikini, riferendosi all’omonimo atollo delle Isole Marshall, nell’Oceano Pacifico, dove vengono effettuati esperimenti nucleari. Quei 2 pezzi di stoffa che coprono il seno e il pube suscitano scandalo, soprattutto nella “bacchettona” America. Per intenderci, sarà “vittima” del bikini (censurato) anche l’attrice e campionessa di nuoto Esther Williams, famosa per il film hollywoodiano Bellezze al bagno. E nel ’51, in occasione del concorso di Miss Mondo, viene vietato e sostituito dal più casto pezzo unico coprente. 6 anni dopo, sulla Croisette di Cannes, il bikini si prende la rivincita quando la folgorante bellezza di Brigitte Bardot nel film E Dio creò la donna di Roger Vadim, ispira le ragazze a indossarlo nel segno della libertà sessuale. La sua popolarità esplode negli Anni ’60: viene sfoggiato da 2 dive platinate, Marilyn Monroe e Jayne Mansfield, conquistando l’immaginario collettivo femminile. E per vedere l’effetto che fa, basta la sequenza di Agente 007 - Licenza di uccidere (‘62) in cui Sean Connery scopre le curve mozzafiato di Ursula Andress, prima Bond girl avvolta in un candido bikini (entrato nella leggenda come il Dr. No Bikini).  Raquel Welch nel ‘66 non è da meno quando lo indossa nel film Un milione di anni fa nel ruolo di cavernicola ultrasexy.
 
Oltretutto, l’utilizzo della fibra poliuretanica di Lycra che nei Sixties rivoluziona l’industria tessile, assicura al “look” balneare vestibilità, elasticità, praticità. Nel ‘79 torna prepotentemente alla ribalta con 10, protagonista la sensuale Bo Derek che viene definita "la donna perfetta”. È il ’93, invece, quando fa scalpore il bikini dal design sportivo mostrato dalla campionessa di pallavolo Gabrielle Reece. E nel nuovo millennio? Ci pensa la pellicola “bondiana” La morte può attendere (2002), che ripropone la stessa scena della Andress con la splendida Halle Berry in bikini arancio. Di collezione in collezione, le “griffes” hanno continuato ad aggiornarlo in stile più o meno “vintage”, monocromatico e fantasia. La differenza? Dipende sempre dalle dimensioni (small o large) del pezzo superiore e dello slip. Ricordatevi: è sempre questione di fisico (cellulite inclusa) e di anagrafe. A voi la scelta!
 

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