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Barbie The Icon
Teen Age Fashion Model
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Barbie. The Icon

di Eleonora Tarantino

O la ami o la odi. Di chi sto parlando? Ma di Lei, la compagna di giochi perfettina e molto “fashion” che ancora oggi è presente nella mia vita! Per chi ancora non lo sapesse, il suo vero nome è Barbara Millicent Roberts: ma per tutte/i coloro che ne hanno avuta una, è solo Barbie. Quell’esile bamboletta di plastica, prodotta dall’americana Mattel, è diventata nei decenni un’icona globale capace di abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale, antropologica. Pensate che in 56 anni di vita ha rappresentato 50 nazionalità e intrapreso più di 150 carriere. La Barbie, che da bianca o nera che sia dev’essere sempre e comunque senza una ruga, dall’incarnato giovane e sano, si racconta nella mostra Barbie. The Icon da figura femminile che invecchia solo anagraficamente e si è fatta interprete delle trasformazioni estetiche e culturali di oltre mezzo secolo di storia. Ma a differenza di altri miti contemporanei stritolati dallo scorrere degli anni, Lei ha avuto il privilegio (in quanto bambola) di essere fuori dal tempo e attraversare epoche diverse e terre lontane rafforzando il suo “status” di leggenda.
 
La mostra si articola in 5 sezioni precedute da una sala introduttiva, Who is Barbie?, con 7 pezzi iconici dal 1959 a oggi oltre alla “timeline”, alle curiosità, ai numeri e al “making of” globale. Per tutti gli stilisti (da Karl Lagerfeld a Moschino) è considerata la top model perfetta, anche quando le hanno modificato i lineamenti per farle indossare i panni griffati di donne-mito quali Grace Kelly (con l’abito da sposa della costumista Helen Rose per le nozze col Principe Ranieri di Monaco); il black evening gown disegnato da Hubert de Givenchy e sfoggiato da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany; l’abito lungo rosa con fioccone sul “lato b”, creato da William Travilla per Marilyn Monroe in occasione del film Gli uomini preferiscono le bionde. Modi per sottintendere che  "ogni donna può contare su infinite possibilità", come disse Ruth, creatrice di Barbie nonché moglie di Elliot Handler che nel 1945 aveva fondato la Mattel con l’amico Harold Matson. I coniugi, il 9 marzo del ‘59 all’American International Toy Fair di New York la “battezzano” col nome della figlia lanciandola sul mercato a soli $ 3. Da allora, sono state vendute oltre 1.000.000.000 di bambole. Con le sue “mise” in quell’armadio infinito, Barbie ha vestito i sogni di molteplici carriere: è andata sulla Luna, è stata ambasciatrice dell’Unicef, ha indossato 1.000.000.000 di abiti per 980.000.000 di metri di stoffa… Sempre e comunque al passo coi tempi fino a trasformarsi in una Superstar Pop nello stile di Andy Warhol, che l’ha ritratta nell'85. Sì, perché per i collezionisti d’ogni età e sesso, la Barbie è un’opera d’arte da acquisire illimitatamente. Io ne so qualcosa!
 
Barbie. The Icon
Fino al 30 ottobre, Complesso del Vittoriano - ala Brasini, via San Pietro in carcere, Fori Imperiali, Roma
tel. 06871511
 
 
Fino al 2 ottobre, Palazzo Albergati, via Saragozza 28, Bologna
tel. 0510301015
 
 
Catalogo 24 Ore Cultura, € 28.90
 
Foto: Barbie Millicent Roberts nella prima versione di Teen Age Fashion Model (1959): bionda, con costume da bagno zebrato in jersey, occhiali da sole, orecchini, coda di cavallo (modello Ponytail) e gli immancabili tacchi alti
Barbie nei panni di Audrey Hepburn (1998) con il black evening gown disegnato per Breakfast at Tiffany's dallo stilista Hubert de Givenchy (1961)
© Mattel Inc.
 

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