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Consigli di Stile: Jeans a vita alta

di Gisella Zinelli Rignano

Ecco. Li aspettavamo e sono tornati. Inventando e reinventando il passato, riappaiono i pantaloni a vita alta. Più belli? Difficile dirlo. Il “lavoro” degli stilisti consiste nel convincere le clienti a rinnegare tutto ciò che finora è andato bene (la vita bassa, considerata sexy) e che è meglio ritornare agli Anni ’80. Quindi, secondo Karl Lagerfeld, il punto vita è la nuova arma di seduzione. Rinnegare, dunque, per amare una cosa nuova e darle un senso. Via libera, allora, ai jeans attillati a vita alta: tormento & estasi delle donne. Per alcune di noi, ammettiamolo, è la rovina. Siccome non abbiamo il punto vita e le gambe lunghe di Elle Macpherson, dobbiamo dare un’aggiustatina a quanto invece raccomandano gli stilisti: cioè che i jeans a vita alta si indossano coi top corti, le camicie dentro e i mocassini. Non ci resta che cercare magliette un po’ più lunghe e mettere qualche centimetro di tacco senza esagerare, ricordandoci che i jeans denim valorizzano le gambe e le fanno sembrare più lunghe.
 
In fondo una qualche qualità ce l’hanno, a cominciare dal farci tornare a quegli anni in cui eravamo giovani, tenevamo dentro il fiato e dovevamo sdraiarci sul letto per chiuderli. La notizia è che il jeans imperversa sulle passerelle di stagione: un rivisitato d’autore è quello di Fendi (www.fendi.com), mentre il “rewind” in assoluto spetta ai mitici Roy Roger’s (www.royrogers.it) che dal 1952 sono una pietra miliare nella storia della produzione del denim “made in Italy”. Antesignani, in buona sostanza, del capo d’abbigliamento che vanterà innumerevoli imitazioni e infinite declinazioni fino a diventare il simbolo della contestazione giovanile e di un preciso periodo storico-culturale. “... gli anni dei Roy Roger’s come jeans”, cantava Max Pezzali nel 1998. Erano gli anni ’80 e ’90… cioè ieri mattina!
 
Foto: Fendi p/e 2015
Roy Roger’s p/e 2015
 

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