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Poltrona Proust 1978
L'isola dei giocattoli 1930
Sedia Scivolavo
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Alessandro Mendini. Empatie

di Stefano Bianchi

S’incontra con gli altri, Alessandro Mendini. Si mette a dialogare coi pesi massimi della letteratura, del design, dell’arte. Si rivolge, l’architetto e designer milanese, a Marcel Proust, Ettore Sottsass, Kazimir Malevič, Alberto Savinio, Frank Stella e Maurizio Cattelan, considerandoli parte integrante del suo percorso creativo. Orchestrando il concetto di empatia (ovvero la capacità d’un individuo di capire immediatamente pensieri e stati d'animo di un'altra persona) Mendini ha messo in scena nella cappella del Collège Saint-Bénin di Aosta una colossale Wunderkammer: una Camera delle Meraviglie che ha il suo prologo spettacolare (nella navata centrale) in un’installazione composta da strutture verticali policrome, simili a paraventi, che modificano la percezione dello spazio e la sua fruizione. È il miglior biglietto da visita possibile di questo romanzesco e ipercromatico viaggio che allinea più di 80 fra dipinti, disegni, progetti, sculture, mobili e oggetti d’arredo creati dall’inizio degli Anni ’70 a oggi.

Si comincia, ovviamente, da Marcel Proust: intrecciato a quel gioiello “mendiniano” che è la Poltrona di Proust del 1978 “puntinisticamente” decorata alla maniera di Georges Seurat e Paul Signac, tutt’ora prodotta da Cappellini insieme alla Proust Geometrica del 2009. Più belle che mai, si “connettono” a un vassoio altrettanto “proustiano” su cui compaiono i cavatappi di Anna G. e Alessandro M. Si prosegue con Neo Malevič, la scultura in cartapesta dipinta a mano che cita per filo e per segno il Suprematismo russo caro a Kazimir Malevič; e con L’isola dei giocattoli, il celebre dipinto di Alberto Savinio da cui Mendini estrapola un arco monumentale trasformandolo nell’Archetto Domestico (’86) alto 2 metri e mezzo, luogo di passaggio fra Realtà e Utopìa. Dialogo affettuosissimo è invece quello con Ettore Sottsass, grande amico di vita e di design all’epoca di Alchimia, che scivola sopra una specchiera e si arrampica sul mobile-totem Clarabella del 2013. E il punto d’incontro col minimalista Frank Stella? È il Groninger Museum olandese inaugurato nel ’94 e concepito da Mendini come un complesso polimaterico dove architettura, design e pittura trovano piene assonanze. Sicchè Stella avrebbe dovuto realizzare il Padiglione d’Arte Antica, ma la sua proposta giudicata troppo provocatoria è rimasta sulla carta. Bene. Quell’utopico e visionario progetto è esposto accanto a una serie di sculture realizzate da Mendini che suggeriscono la forma di una stella, rimando sussurrato all’artista americano. E per finire, “in cauda venenum”, ecco l’ineffabile Maurizio Cattelan (lui e Mendini, che si conoscono da 20 e più, si sono fatti ritrarre con le mani conserte e il cappello da sombrero) che mette in mostra la reinterpretazione fotografica della sedia inclinata Scivolavo, a mo’ di specchio terribilmente sensuale, accostandola alla miniatura dell’originale creata nel '75. Tanto per essere chiari, 2 opere d'arte. Ma a proposito: cos’è un’opera d’arte secondo Cattelan? «È la vita con le parti noiose tagliate». Alessandro Mendini approva e sottoscrive. A confermarlo, è il fumetto che Massimo Giacon ha dedicato alla “strana coppia”.

Alessandro Mendini
Empatie
Un viaggio da Proust a Cattelan
Fino al 26 aprile, Centro Saint-Bénin, via Festaz 27, Aosta
tel. 0165272687
Catalogo Silvana Editoriale, € 30


www.regione.vda.it

www.ateliermendini.it

Foto: Alessandro Mendini, Poltrona di Proust, 1978, Collezione privata
Alberto Savinio, L’isola dei giocattoli, 1930, Collezione privata
Maurizio Cattelan, Sedia Scivolavo, Produzione Gavina, Collezione The Deste Foundation Athens, Fotografia di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari per 1968 – Toiletpaper
 

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