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Villa Mairea
Alvar Aalto
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Alvar Aalto: Second Nature

di Stefano Bianchi

«Rendere l'architettura più umana è il traguardo che può essere raggiunto creando e combinando svariati elementi tecnici in modo da garantire una vita più armoniosa possibile». L’architetto e designer finlandese Alvar Aalto (1898-1976), che mezzo secolo fa pronunciò queste parole, ci proietta in un altro tempo e in un altro mondo che tutti insieme dovremmo impegnarci a rivalutare. Uno stile di vita improntato sull’architettura organica che armonizza l’uomo e la natura auspicando un sistema in equilibrio fra ambiente costruito e ambiente naturale. In 2 parole, Second Nature: titolo della retrospettiva che al Vitra Design Museum coglie l’intensa e prolifica attività svolta dal Magus of the North (lo definì così il critico di architettura Sigfried Gledion) dal 1920 al ’75, anno dell’ultima costruzione: la Finlandia Hall di Helsinki. Quando pensiamo ad Alvar Aalto, ci connettiamo a quei capolavori dell’edilizia e del design che intrecciano volumi, forme, materiali: il Paimio Sanatorium (’33), Villa Mairea (’39), la seduta Paimio Chair (’31-’32), lo sgabello Stool 60 (’33), il vaso Savoy ('36)…

Se le precedenti mostre avevano trattato il suo linguaggio architettonico come diretta conseguenza della natura finlandese e del paesaggio, Second Nature amplia gli orizzonti documentando le affinità, in termini di forme organiche, fra l’architetto e alcuni artisti del suo tempo quali László Moholy-Nagy, Jean Arp, Alexander Calder e Fernand Léger. Le loro pitture, sculture e fotografie vengono messe a confronto coi suoi disegni e i suoi edifici illustrando l’importanza di Aalto come figura di spicco dell’arte internazionale e dell’architettura avanguardista che dagli Anni ’20 in poi ha concepito spazi e ambienti caldi e accoglienti, saturati da una magica combinazione di materiali edilizi, pavimenti, terrazze, soffitti e spettacolari coreografie di luce diurna e luce elettrica che hanno avuto il pregio di trasformare l’arte e le forme in “tesori naturali” destinati all’uomo moderno. Accanto a bozzetti, lampade, oggetti in vetro, poltrone in legno multistrato curvato e mobili griffati Artek (l’azienda fondata nel ’35 con la moglie Aino «per vendere mobili e promuovere la cultura moderna dell’abitazione attraverso mostre e altri mezzi»), ecco sfilare uno dei suoi progetti meno conosciuti: la Experimental House a Muuratsalo (’52-’53), mirabile “collage” di materiali architettonici affacciato sul 21° Secolo. Da segnalare, infine, le fotografie e i filmati del tedesco Armin Linke che ha documentato l’eterna, incontaminata bellezza di una serie di edifici “baciati” da questo geniale talento.
 
Alvar Aalto
Second Nature
Fino all’1 marzo 2015, Vitra Design Museum, Charles-Eames-Straße 2, Weil am Rhein
tel. 0049-7621-7023200
Catalogo Vitra Design Stiftung, € 69.90


www.design-museum.de

www.alvaraalto.fi    

www.germany.travel

Foto: Armin Linke, 2014: Villa Mairea, Noormarkku, Finland, Alvar Aalto, 1939, © Armin Linke, VG Bild-Kunst, Bonn 2014
Alvar Aalto on his boat Nemo Propheta, 1960s, © Schildt Foundation, photo: Göran Schildt
Viipuri (Vyborg) City Library, Vyborg, Karelia (today Russia), Alvar Aalto, 1927-1935, © Alvar Aalto Museum, photo: Eino Mäkinen, VG Bild-Kunst, Bonn 2014
 

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