Coolmag - fashion&design

Bruno Munari
Scultura da viaggio
Negativo Positivo
home - fashion & design




Munari politecnico

di Stefano Bianchi

Il suo motto era «Togliere invece che aggiungere», ponendo ogni volta l’accento sull’ironico e sul giocoso. Da qui l’invenzione delle “macchine inutili”, delle “sculture da viaggio” e delle icone del design internazionale come la scimmietta Zizì in gommapiuma, il portacenere Cubo, la lampada Falkland e la Sedia per Visite Brevi genialmente inclinata a 45°. Oggetti «giusti», amava definirli. Ma ancor prima del design, della grafica, della pedagogia e dell’editoria, Bruno Munari (1907-1998) ha utiizzato l’arte come forma d’espressione. Munari politecnico, dunque, ce lo racconta nella sua essenza poliedrica: da eclettico protagonista di vari movimenti artistici.
 
Le prime 4 sezioni della mostra milanese sono dedicate al giovane Munari che si esprime attraverso il disegno e il collage; al suo rapporto con la ricerca scientifica intesa come veicolo di intuizioni plastiche, risposte linguistiche e creatività; all’arte che si trasforma in approdo disciplinare; alla sua produzione artistica che è stata sempre capace di scandire il miglior ‘900 possibile concretizzando opere (provenienti in gran parte dalla collezione di Bruno Danese e Jacqueline Vodoz) che hanno vissuto di corrispondenze e influenze coi lavori di Mary Vieira, Victor Vasarely, Enzo Mari, Max Bill, Franco Grignani, Max Huber, Getulio Alviani, Arturo Bonfanti, Paolo Scheggi, Marina Apollonio, Giulio Paolini e Davide Mosconi. Artisti che dialogano e si relazionano con l’estetica “munariana” grazie a un allestimento che assembla strutture leggere e supporti collegati l'uno all'altro da sistemi a incastro. Infine, accanto alla mostra principale c’è l’esposizione Chi s’è visto s’è visto dedicata alle fotografie di Ada Ardessi e Atto, che per decenni hanno lavorato a stretto contatto con Munari documentandone con precisione i momenti professionali e umani.
 
Munari politecnico
Fino al 7 settembre, Museo del Novecento, via Marconi 1, Milano
tel. 0288444061

 
 
www.brunomunari.it

Foto: Ada Ardessi, Bruno Munari, Monte Olimpino, 1972, © Isisuf
Scultura da viaggio, 1958
Negativo-positivo, 1953
Courtesy Fondazione J. Vodoz e B. Danese, © Roberto Marossi
 

stampa

coolmag