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Consigli di Stile: Icona Lady D

di Gisella Zinelli Rignano

Dicono che il giorno in cui Lady Diana si separò dal suo principe, uscì da uno dei brutti vestitini color pastello, si mise finalmente i tacchi alti e indossò un abito Versace. Il giorno in cui si concluse la sua storia d’amore, iniziò quella del suo stile. Gli obblighi erano finiti: i colori pastello (per essere riconoscibile anche da lontano) lasciavano il posto a colori attuali; gli abiti da sera potevano anche essere neri (per la Royal Family, invece, il nero s’indossava solo in caso di lutto); le ginocchia potevano essere scoperte e le sue lunghe, bellissime gambe potevano camminare su tacchi di oltre 5 centimetri. La ragazza timida e impacciata con le guance rosee e il naso importante, si era trasformata in un’icona sexy: notevolmente dimagrita causa disordini alimentari e lacrime di gelosia, si era nel frattempo procurata un lavoro stabile accarezzando malati e visitando ospedali.

Diana Spencer raccontava di dolori ma sorrideva sempre; si girava dalla parte giusta davanti ai fotografi; era diventata un veicolo promozionale di altissimo valore economico: D-Bag, la borsa a suo nome griffata Tod’s (www.tods.com), ne è l’esempio più calzante e continua a imporsi come uno dei “bestsellers” del marchio. Abilissima stratega della propria immagine, si sbarazzò degli abiti dell’epoca di Buckingham Palace mettendoli all’asta. Era cambiata per davvero. Dichiarò che se fosse tornata indietro non avrebbe più indossato l’abito di nozze che la faceva sembrare una torta. Il suo stile, confermato dagli ultimi scatti fotografici di Mario Testino, era un altro. Le apparizioni in Angola coi pantaloni beige e i mocassini, fissano in maniera indelebile i momenti di una giovane donna lavoratrice vestita in modo sportivo che nulla ha a che fare con la ragazza nella gonnellina a fiorellini. Per rendersene conto basta sfogliare Timeless Icon (124 pagine, € 49), il libro edito da Electa con il sostegno di Tod’s, Parte del ricavato dalle vendite verrà devoluto a Clic Sargent for children with cancer, l’organizzazione benefica che vide Lady D madrina a partire dal 1981.


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