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New Bamboo Bag
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New Bamboo Bag by Gucci

di Valentina Della Valle

Nel 1947, l'artigiano fiorentino Guccio Gucci è costretto – prima dall'autarchia imposta dal regime fascista, poi dalla carenza di materiale del periodo bellico – a utilizzare un prodotto semplice, povero, facilmente reperibile in Italia: il bambù. Tagliato e curvato ispirandosi alla forma di una sella da cavallo, il manico di bambù viene immediatamente amato dalle dive di Hollywood. Negli Anni ’50, è immancabilmente al braccio di Liz Taylor, Sophia Loren, Ingrid Bergman. Nasce la Bamboo Bag, icona della “maison”, innescando un successo senza confini che negli Anni ’60 conquisterà un’altra primadonna del cinema: Vanessa Redgrave. In più, sfruttando la sua proverbiale fantasia Gucci esalta anche altri materiali poveri come lino, canapa, juta.
 
Ma è il bamboo, così versatile e funzionale, l’indiscusso “must-have”: tant’è che la sua “silhouette” sa impeccabilmente adattarsi ad altri accessori: orologi, bracciali, portamonete, cinture, in versione decorativa su mocassini e perfino come tacco per sandali e ballerine. Richiamandosi al primo, celebre modello, la mitica borsa oggi si chiama New Bamboo, è disponibile come Lady Lock e Bamboo Shopper e per merito del direttore creativo Frida Giannini ha acquisito nuovi tocchi di leggerezza e modernità pur mantenendo inalterata la forma originale. Arricchita da nuovi dettagli e materiali come il neoprene, impreziosita di cocco e struzzo, si compone artigianalmente di 140 pezzi che vengono assemblati in 13 ore di lavorazione per concretizzare ogni volta un sogno esclusivo a disposizione di ogni donna. Perché il "made in Italy", in questo caso, si rispecchia nel talento creativo di chi lo alimenta.

www.gucci.com

Foto: Gucci
 

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