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Il Grifoncino Bolzano
Ingo Maurer Lighting concept for the subway station Westfriedhof
Carlos Cruz-Diez Chromosaturation
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Lightopia

di Stefano Bianchi

È invenzione/rivoluzione, la luce elettrica che continua a illuminare spazi, ambienti, città e megalopoli facendo progredire l’industria, la medicina, la comunicazione. Fiat lux, dunque, nella prima mostra che presenta al Vitra Design Museum il tema della luce – dagli albori della società industriale, alle visioni che scandiranno il nostro futuro – nell’arte, nel design, nell’architettura e in altre discipline. Lightopia include 300 opere collezionate dal museo e mai prima d’ora esposte. Icone, soprattutto: come quelle di Wilhelm Wagenfeld, Achille Castiglioni, Gino Sarfatti e Ingo Maurer. O il celebre Licht-Raum-Modulator (modulatore luce-spazio, 1922–1930) di László Moholy-Nagy; o ancora, la spettacolare ricostruzione di una discoteca del ‘68, interamente realizzata in plexiglass translucido. Nel cuore dell’esposizione, ecco i lavori di designers e artisti contemporanei quali Olafur Eliasson, Troika, Chris Fraser, Front Design, Daan Roosegaarde, Joris Laarman, realities:united e mischer'traxler, che introducono nuove possibilità creative tramite l’illuminazione. E l’interattività? C’è. Nelle installazioni da percorrere e attraversare percependo la forza elementare della luce.

La prima sezione, Living in Lightopia, sta a dimostrare il significato di luce nella nostra società transitando dalla leggendaria Capri-Batterie di Joseph Beuys (“scultura sociale” ideata nell’85 che collega un limone, ricco di acido citrico, al bulbo di una lampadina consentendo l'accensione di quest’ultima), alla serie Relumine (2010) di mischer'traxler, fino alla recente installazione Temporali di Alberto Garutti che sprigiona la forza della luce naturale attraverso lo strumento della luce artificiale. Icone del design della luce, fa invece scoprire una cinquantina di pietre miliari dell’illuminazione: dai primi progetti di fine ‘800 che avevano lo scopo di nascondere la loro natura industriale per conquistare la clientela con forme più familiari e dettagli pseudo artigianali, alla lampada a sospensione di Gerrit Rietveld (1922) e a quella da tavolo stile Bauhaus di Wilhelm Wagenfeld (‘23/’24), fino ad altri illuminanti esempi come Anglepoise di George Carwardine (’32), Tizio di Richard Sapper (’70) e Metro di Hannes Wettstein (’82). Colore, spazio, movimento, permette all’occhio del visitatore di spaziare dalle lampade alla luce che delinea spazi, crea ambienti, racconta storie: come gli spettacoli di corte con suoni e fuochi d'artificio che trovarono continuità nelle rappresentazioni al Palais de l'Electricité di Parigi, per l’Esposizione Mondiale del 1900; l’installazione Chromosaturation di Carlos Cruz-Diez (’55) che analizza in modo artistico la “fisicità” della luce e la percezione dei colori; lo spettacolare locale notturno Il Grifoncino di Bolzano, che mise in scena il cromatismo psichedelico dei tardi Anni '60. Licht voor morgen, sezione finale strutturata come un grande laboratorio, individua le prossime sfide per un utilizzo creativo della luce. Fra prototipi, esperimenti e visioni, le lampade Starbrick di Olafur Eliasson (2009), Bourrasque di Paul Cocksedge (2011) e Ropes di Christian Haas (2013), hanno già mutato luce alla nostra quotidianità.

Lightopia
Fino al 16 marzo, Vitra Design Museum, Charles-Eames-Straße 2, Weil am Rhein
Tel. 0049-7621-7023200
Catalogo Edizioni Vitra Design Museum, € 79.90


www.design-museum.de

www.vacanzeingermania.com

Foto: Cesare Casati, Gino Marotta, Emmanuele Ponzio, Il Grifoncino, Bolzano, 1968, © Cesare Casati
Ingo Maurer, Lighting concept for the subway station Westfriedhof, Munich, 1998, © Ingo Maurer GmbH Munich, photo: Markus Tollhopf
Carlos Cruz-Diez, Chromosaturation, 2010, © Carlos Cruz-Diez & Adagp, Paris 2013
 

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