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Paul Newman Triumph
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T100 Jet Black & Cranberry Red
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La Triumph Bonneville fa impazzire il mondo

di Matteo Castelnuovo

1974. Sugli schermi tv appare Fonzie, il “duro” per eccellenza. Giubbotto in pelle, pollice alzato, sorriso smagliante e l’inseparabile Triumph TR6 accanto. Una moto, uno stile di vita, un’icona. La casa motociclistica inglese di Hincley, nel Leicestershire, non ha mai smesso di conquistare chiunque l’abbia incontrata. Nel 1902, vengono progettati i primi modelli sperimentali dai tedeschi Siegfried Bettman e Maritz Schultze per diversificare il mercato della mobilità leggera. Dagli Anni ’50 di Steve McQueen e Marlon Brando, mattatori nei films La grande fuga e Il selvaggio, ai ’60 e ‘70 di Bob Dylan che la utilizza per spostarsi nello stato di New York e dei Jethro Tull che la rendono protagonista dell’ellepì Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die!, fino ai giorni nostri, zigzagando tra Mission Impossible 3, C.S.I. e il Dr. House, nella gamma delle “city bikes” la Bonneville presentata a Londra nel ‘58 è la più amata. Un modello eccezionale, sia nella tenuta sia nell’estetica, che prende il nome dal lago salato dello Utah dopo il record di velocità portato a 235 km/h da una T110, e che per il Model Year 2014 – insieme alla Thruxton e alla Scrambler – vedrà un “restyling” classicamente futurista con nuove accattivanti colorazioni, tonalità di scarico più personali e un’esperienza di guida ancor più coinvolgente.

Apre le danze la Bonneville Classic 865cc (da € 8.040), con ruota anteriore in lega leggera da 17” pollici, una sella ancora più confortevole a soli 740 mm. da terra, silenziatori riprogettati e 3 nuove cromìe: Phantom Black, Lunar Silver e Crystal White/Sapphire Blue. Segue la T100 (da € 9.550) con verniciature in Black (motore compreso), Jet Black & Cranberry Red, o Fusion White & Aurum Gold che s’ispira alla Bonneville del ‘64 con l’aggiunta della maniglia posteriore cromata e della protezione per la  catena di serie. La Thruxton (da € 9.550), si rende invece disponibile in Phantom Black e Brooklands Green; e prendendo spunto dalle “cafè racers” degli Anni ‘60 (mantenendo però la tipica posizione di guida sportiva) ripropone la sospensione posteriore regolabile e nuovi scarichi a megafono per un “sound” ancora più libero e dirompente. La Scrambler (da € 9.550), elegante e grintosa come sempre, viene infine aggiornata in Matt Pacific Blue, Lunar Silver e Diablo Red, con la protezione inferiore per il motore anodizzata trasparente e il “logo” Triumph in rilievo sulla parte posteriore della sella. Che il viaggio abbia inizio, dunque. A cavallo di un grande passato, verso un trionfale futuro.

www.triumphmotorcycles.it

Foto: Paul Newman
Bob Dylan
Bonneville T100 Jet Black & Cranberry Red

 


 

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