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The Many Faces of David Bowie

di Stefano Bianchi

L’”annus mirabilis” di David Bowie prosegue col vento in poppa. Dopo l’inaspettata “rentrée” dell’8 gennaio (giorno del suo compleanno) col singolo Where Are We Now?, la pubblicazione dell’album The Next Day e la mostra/monstre David Bowie Is al Victoria and Albert Museum in cartellone fino all’11 agosto, è il turno (sempre a Londra) di The Many Faces of David Bowie che coglie l’essenza piena del suo camaleontismo. «Bowie è un’incredibile icona: nel senso di idolo ma anche di “eikōn” che significa immagine, religiosità dell’arte. Ogni artista da noi coinvolto, è stato orgoglioso di creare un pezzo in suo onore». Jean-David Malat, direttore dell’Opera Gallery, introduce così il “parterre” di pittori, graffitisti e un fotografo che scandiscono la visione contemporanea della Bowie Mania. Al di là di Ziggy Stardust, Thin White Duke o Pierrot Lunaire, il “look” che più ha ispirato gli artisti è quello che campeggia sulla copertina dell'ellepì Aladdin Sane, fotografato da Brian Duffy, che ritrae Bowie col volto solcato da una saetta.

Sicchè Marco Lodola l’ha trasformato in una futuristica “light box”; Mr. Brainwash, l’ha reso eterno in un trittico “warholiano”; André Monet, immerso in un collage di immagini, testi e simboli; Jimmy C, fatto fluttuare fra pianeti e galassie; Hisham Echafaki, amalgamato a volpi, conigli, furetti, pappagalli e colombe. Nella pittura a spray di Jef Aérosol, Bowie è invece un ricordo di fine Sixties; e ancor più giovane viene memorizzato da C215, mentre Lita Cabellut lo tramuta in Petit Prince, Juan Barletta in creatura ciìbernetica, The London Police in un iconico fumetto e D*Face in un visionario Zombie. E se il Duca Bianco rivive psichedelicamente nel ritratto di Zoobs, stupefacente è la metamorfosi puntiforme di Kan/DMV, sublime l’astrazione cosmica di Eduardo Guelfenbein, struggente la cancellatura dei tratti somatici (tranne gli occhi) di Mac 1. L’unica fotografia in mostra l’ha scattata Richard Young nel 1989: s’intitola Rainbow Theatre e vede Bowie ritratto di profilo, a figura intera, ciuffo stile rockabilly, che imbraccia una chitarra acustica. Sullo sfondo, nottetempo, Heddon Street e l’insegna luminosa K. West che compare sulla copertina di The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars. Un gioco di rimandi. L’ennesima metamorfosi. L’unicità dell’uomo che una volta cadde sulla Terra.

The Many Faces of David Bowie
Fino al 31 agosto, Opera Gallery, New Bond Street 134, Londra
tel. 0044-207-4912999


www.operagallery.com

www.davidbowie.com

www.visitbritain.com

Foto: Juan Barletta, I Am A World Champion, 2013
Marco Lodola, Aladin, 2010
Kan/DMV, Something Dotty About Bowie, 2013

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