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Designing 007

di Stefano Bianchi

«My name is Bond… James Bond». L’Agente 007 (Sean Connery), pronuncia per la prima volta la celeberrima frase in Dr. No (Licenza di uccidere, 1962), film che inaugura la saga tratta dai romanzi spionistici di Ian Fleming. Quello slogan/identikit/modo di essere è il miglior biglietto da visita per scoprire tutto quello che avreste voluto sapere su 007 ma non avreste mai osato chiedere. A Londra, infatti, stanno andando in scena con gran successo di pubblico e critica i 50 anni di storia targati James Bond, interpretato dall’iconico Sean Connery (6 volte) e poi da George Lazemby (1 volta) Roger Moore (7), Timothy Dalton (2) e Pierce Brosnan (4), fino alle incarnazioni tamarro-machiste di Daniel Craig (3, incluso l’imminente Skyfall diretto da Sam Mendes), che sembra puntualmente uscito dal Billionaire (con una differenza, però: che il locale di Flavio Briatore ha abbassato la saracinesca, mentre il tarchiato inglese continua imperterrito a far danni). Ma tant’è, prendere o lasciare. Diciamo piuttosto che Designing 007. Fifty Years of Bond Style, mostra curata da Bronwyn Cosgrave (storica della moda) e Lindy Hemming (costumista vincitrice di 1 Oscar), è un’irripetibile esperienza plurisensoriale che macina icone del grande schermo, abiti di scena, automobili, effetti speciali, fotografie, gadgets, graphic design, esotiche locations e armi. Con lo scopo dichiarato di stupire “aficionados” e semplici guardoni.

Quando mai  vi ricapiterà di mettere gli occhi sulla mitica Aston Martin DB5 (con tanto di mitragliatrici e sedile eiettabile) guidata da James Bond/Sean Connery in Missione Goldfinger? Sono 500 i pezzi unici che Miss Cosgrave ha selezionato in un magazzino della Eon Productions e messo in mostra: si va dal bikini bianco sfoggiato da Ursula Andress in Licenza di uccidere, al bikini arancione indossato da Halle Berry in La morte può attendere; dagli smokings griffati Giorgio Armani per Pierce Brosnan a quelli (sprecati) by Brioni & Tom Ford per Daniel Craig (a proposito: sapete chi sono gli altri stilisti al servizio di 007? Roberto Cavalli, Hubert de Givenchy, Gucci, Douglas Hayward, Rifat Ozbek, Jenny Packham, Miuccia Prada, Oscar de la Renta, Anthony Sinclair, Philip Treacy, Emanuel Ungaro e Donatella Versace); dall’omicida bombetta rotante di Oddjob (il tirapiedi di Auric Goldfinger), al prototipo della scarpa destra con coltello estraibile calzata dalla perfida Rosa Klebb in Agente 007 – Dalla Russia con amore; dalla moto BMW pilotata da Pierce Brosnan (Il domani non muore mai), alla pistola d’oro impugnata dal malefico Francisco Scaramanga interpretato da Christopher Lee (cugino, scherzo del destino, proprio di Ian Fleming); dall’orologio Rolex creato “ad hoc” per Vivi e lascia morire al… Martini Bar dove centellinare il drink preferito, “shaken, not stirred”, di James Bond. In attesa che Daniel Craig (sì, ancora lui) rompa definitivamente l'incantesimo scolandosi una birra Heineken ghiacciata in una delle più inutili (e sacrileghe) scene di Skyfall.        

Designing 007
Fifty Years of Bond Style
Fino al 5 settembre, Barbican Centre, Silk Street, Londra
tel. 0044-20-76388891


www.barbican.org.uk

www.007.com

www.visitbritain.com/it/IT/

Foto: Sean Connery relaxes on the bumper of his Aston Martin DB5 during the filming of location scenes for Goldfinger in the Swiss Alps, 1964
Goldfinger’s personal Pilot, Pussy Galore (Honor Blackman) tells Bond (Sean Connery) that they are on their way to Goldfinger’s Kentucky Horse Farm, 1964
James Bond (Sean Connery) and Honey Ryder (Ursula Andress) walk along the beach, 1962
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