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Fendi Baguette
Baguette Specchietti
Violante Placido
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C'è baguette e Baguette

di Gianna Carrano - The Glancer

Si può tranquillamente ignorare cos'è una baguette, ma è impossibile e imperdonabile non sapere cos’è La Baguette. È la celebratissima borsa fra design del “prêt-à-porter” e arte dell’alta moda che Silvia Venturini Fendi ha inventato nel 1997 trasformandola subito in leggenda. L’idea le è scaturita osservando quel croccante filoncino di pane che ogni francese si porta sottobraccio appena sfornato. Così, ha pensato a una borsa da tenere (appunto) sotto il braccio e di fianco al cuore. In ogni occasione. La Baguette, declinata in più di 1.000 versioni e diventata simbolo di culto della “maison” Fendi, festeggia 15 anni di produzione e li racconta nel volume Fendi Baguette (Rizzoli, 344 pagine, € 80, disponibile nelle Boutiques Fendi e nelle migliori librerie) presentato a Roma in compagnia di 6 modelli rieditati: pezzi unici entrati nelle chilometriche “wish lists” delle “fashioniste” di tutto il mondo. Eppure, la Baguette era nata per essere una borsa semplice, piccola e maneggevole (25 x 15 centimetri) con imprevedibili combinazioni di materiali e idee giocose: come la Paint-Your-Own in tela bianca, venduta con 10 pennarelli indelebili in colori Pantone per poterla disegnare a piacimento; o la Mezzo Punto, che conteneva ago e schemi da ricamare oltre a un "kit" per creare un disegno personalizzato. Ogni versione, comunque, ha la sua storia da raccontare. Ci sono quelle realizzate da artisti quali Damien Hirst (la Spin e la Spot), Richard Prince (la Untitled: in tela e pelle bianca, con un testo vergato col pennarello nero), Jeff Koons (semplicemente Baguette) e Subodh Gupta (denominata “degli attrezzi”); quelle ideate da scrittrici del calibro di Banana Yoshimoto e Sophie Fontanel; e la Lisio Baguette in edizione limitata, nata dalla collaborazione tra Fendi e la Fondazione Arte della Seta Lisio, che omaggia le antiche tecniche di tessitura manuale che risalgono al Rinascimento.
 
Sarah Jessica Parker (tanto per non fare un nome a caso) ha scelto proprio la Baguette come compagna d’avventure e sventure in Sex and the City. Indimenticabile l’episodio in cui la protagonista Carrie Bradshaw, quando un ladro le intima di consegnargli la borsa, risponde stizzita: «Ma veramente, questa è una Baguette!». Nel testo critico intitolato Baguette (o scultura da camera) e pubblicato nel libro, Achille Bonito Oliva racconta la felice intuizione di Silvia Venturini Fendi che «ha progettato una vera e propria scultura da camera che si configura come una vera e propria arte da passeggio: la Baguette». Quindi la definisce «un piccolo forziere e luogo di segreti, non soltanto femminili». Banana Yoshimoto, invece, ne parla come di «una piccola amica. Più grande di così non la vorrei nemmeno solo un po’. Più piccola, sarebbe un accessorio come un altro». La Baguette, insomma, è riuscita a infrangere i confini tra mondo dell’arte, della moda e del design imponendo una creatività interdisciplinare e celebrando l’artigianato. D’altronde, Sophie Fontanel ha definito «giorno della leggerezza» il suo incontro fatale, a Parigi, con la mitica borsetta. E si è resa conto che «il lusso non è un surplus. Deve far parte della vita di tutti i giorni, anche se in piccolissima misura. Oppure è un finto lusso, un lusso a metà».

http://baguette.fendi.com/homepage-it

Foto: Baguette specchietti P/E 1999, Limited Re-Edition 2012
L’attrice Violante Placido con una Baguette in paglia al Festival del Cinema di Venezia, agosto 2010
© Fendi

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