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Light Photon
Mini Teca
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Flos 50

di Stefano Bianchi

La sua “testa”, metallizzata e specchiante, è totalmente snodata. La base, in acciaio inox, alloggia un sensore ottico d’accensione che funge anche da “dimmer” (variatore di luminosità). È l’intrigante, misteriosa Light Photon, fior di lampada da tavolo progettata da Philippe Starck che perfeziona la tecnologia O-LED (Organic Light Emitting Diode), sorgente in carbonio e idrogeno a forma di lastra ultrapiatta, riciclabile al 100% come il vetro. Sarà in vendita da settembre, in un’edizione speciale numerata di 500 esemplari, per festeggiare con tanto di logo Flos 50 il mezzo secolo di storia dell’azienda fondata a Merano (BZ) da Dino Gavina, Arturo Eiseinkeil e Cesare Cassina, e trasferita nel 1964 a Bovezzo (BS) sotto la guida dell’imprenditore Sergio Gandini. Un laboratorio d’idee, che ha saputo trasformare la luce in autentica magia. Nel ‘62, Flos lancia sul mercato 3 lampade disegnate dai fratelli Achille e Pier Giacomo Castiglioni: Arco, ispirata ai lampioni stradali, con la solida base in marmo che unisce i vantaggi della lampada da terra a quelli della sospensione; Taccia, da tavolo, "kolossal" nelle dimensioni; Toio, da terra, “ready-made” ottenuto montando il faro di una Fiat 500 su uno stelo d’ottone. Che si chiami Snoopy o Parentesi, Gibigiana o Splügen Bräu, ogni lampada griffata Flos ha il diritto/dovere di essere il più possibile bella e funzionale; di racchiudere in sé l’essenza dell’opera d’arte e il succo della praticità. Prerogative rispettate da quei designers (Barber & Osgerby, Mario Bellini, Ronan e Erwan Bouroullec, Antonio Citterio, Paul Cocksedge, Tim Derhaag, Rodolfo Dordoni, Thierry Dreyfus, Ron Gilad, Konstantin Grcic, Johanna Grawunder, Joris Laarman, Piero Lissoni, Fabio Lombardo, Pio Manzù, Jasper Morrison, Marc Newson, Paolo Rizzatto, Marc Sadler, Gino Sarfatti, Tobia Scarpa, Philippe Starck, Patricia Urquiola, Marcel Wanders, Sebastian Wrong) che dai Castiglioni in poi hanno collaborato con l’azienda declinando i loro capolavori di forma e di sostanza: dall’evanescente Nuvola di Tobia Scarpa (’62) alla squarciante Wall Rupture di Thierry Dreyfus (2011), passando per la fiammeggiante Loca Flores di Rodolfo Dordoni (’96), la geniale Mini Teca di Ron Gilad (2009) che sembra uscita dal salotto di Nonna Speranza verseggiato da Guido Gozzano, la sciccosa Miss Sissi di Philippe Starck (’91).

Quest’ultima, a proposito, è stata “reinventata” passando dal policarbonato alla bio plastica PHAs, ottenuta dai residui di produzione dello zucchero da barbabietola e canna, che non richiede l’utilizzo di solventi organici ed è completamente biodegradabile in terra e acqua. E si può parlare di nuova vita anche per l’iconica Arco, che mantiene inalterata l’inconfondibile forma e al contempo si rilancia in Arco LED grazie all’integrazione di una fonte luminosa che la rende energeticamente risparmiosa. Flos 50, infine, è anche il titolo dell’applicazione per l’iPad realizzata dal fotografo-artista d’origine persiana Ramak Fazel. Sviluppata dal Mobile Dream Studio di Parigi, sfoggia immagini dinamiche, animazioni, contenuti video originali e interazioni sorprendenti. Sono più di 40 i “capitoli” della storia, graficamente presentati a mo’ di faldoni d’archivio. Ed è intrigante la visione a 360° della stanza dell’archivio storico (a Brescia, nella residenza di famiglia di Piera Pezzolo Gandini) che permette di accedere attraverso 2 porte socchiuse al mondo più intimo e segreto di Achille Castiglioni e Philippe Starck, omaggiati da 2 interessanti video. Se lo meritano, d’altronde. Il primo, per aver realizzato il maggior numero di lampade iconiche del catalogo Flos; il secondo, per aver introdotto concetti rivoluzionari nel design industriale italiano.

www.flos.com  

Foto: Philippe Starck, Light Photon, 2012
Ron Gilad, Mini Teca, 2009
Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Snoopy, 1967
© Flos

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