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Un'altra stagione per l'eterno Beetle

di Peppo Delconte

Il ritorno del Maggiolino Volkswagen, in una sfavillante nuova versione (con caratteristiche più sportive e una linea più allungata e dinamica, su design di Klaus Bischoff e Walter de Silva), è sicuramente un evento-pretesto che non può passare inosservato... Evento-pretesto, in quanto da questo ne derivano molti altri capaci di rinnovare l’entusiasmo dei molti fans e collezionisti, che in tutto il mondo sono sempre pronti ad attivarsi appena sentono risuonare la magica parolina Beetle. Questo nomignolo, all’inizio non era particolarmente gradito ai responsabili della grande azienda tedesca e in fondo con ragione. Infatti, il termine inglese allude allo “scarafaggio” anche se in Italia è stato sempre tradotto con il nome di un insetto decisamente più grazioso e benaugurante. Il lancio della nuova vettura, ci riporta innanzitutto a una storia di successi che attraversa gran parte del ‘900 e giustifica appieno la fondazione del Museo del Maggiolino (assolutamente da visitare) a Wolfsburg. Ormai, d’altronde, la vicenda della popolare quattroruote tedesca ha attraversato la Storia e la leggenda.

Il progetto originale di questa prima “automobile per le masse”, è stato concepito dal signor Ferdinand Porsche quando ancora in Germania governava un certo Adolf Hitler che ne richiese anche diverse versioni militari. Il formidabile motore posteriore in lega leggera, si dimostra di straordinaria resistenza su qualsiasi strada e in grado di seminare in salita i motori delle altre auto, più facili a surriscaldarsi, mentre l’inedita linea aerodinamica crea subito grande affezione. Poi arrivano le notizie di imprevedibili “exploits”: un Maggiolino, disseppellito dopo una tempesta di sabbia nel Sahara, riparte immediatamente; un altro, durante un’alluvione, dimostra sorprendenti doti di galleggiamento. E il mito prosegue per diversi decenni... Quando nel 1955 viene prodotto il milionesimo Maggiolino, Porsche è scomparso da più di 4 anni e dunque non ha fatto in tempo a vedere la stagione del “boom” della sua vettura, che s’impone ormai in tutto il mondo. Solo in Italia, nel ’63, vengono immatricolati 45.000 Maggiolini; e nel ’67, con un nuovo look e una meccanica aggiornata, la vettura va incontro a nuovi, strepitosi trionfi. Ma verso la fine degli Anni ‘70 le vendite cominciano a calare e si ferma la produzione nelle fabbriche europee. Tuttavia, il mercato dell’usato e dei collezionisti dura ancora a lungo: i raduni di Maggiolini sono sempre stati autentici fenomeni di costume e non potevano non aver voce in capitolo nella decisione della Volkswagen di immettere sul mercato la nuovissima versione. Dunque, un’auto che sfida l’eternità?

www.volkswagen.it

http://volkswagen-automuseum.de/

www.germany.travel/it/index.html

Foto: Volkswagen

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