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Consigli di Stile: Brigitte Bardot, l'intramontabile

di Gisella Zinelli Rignano

Camminava a piedi nudi per le strade di St. Tropez, con un vestitino che quasi non c’era, su 2 gambe perfette, col sorriso smagliante, i capelli lunghi e biondi, abbracciata a Gunter Sachs che era “glamour” quasi quanto lei. Tutto era straordinariamente normale. Senza orpelli, “paillettes”, tacchi alti. Eppure non c’era nulla di banale: né il nome, tantomeno le iniziali: BB. Meglio di The Bold and the Beautiful, della Bella e la Bestia, di Bibì e Bibò. Era semplicemente la donna più bella del mondo, Brigitte Bardot. Chiome senza “extension”, labbro superiore carnoso senza “botox”, fisico neanche palestrato. Qualunque donna avrebbe voluto essere come lei. E siccome solo le Regine lasciano un segno nella Storia, ecco la biografia Brigitte Bardot, plein la vue (Flammarion, 352 pagine, € 20) scritta dalla giornalista Marie-Dominique Lelièvre, che getta uno sguardo sulla vita, la carriera, gli amori sedotti e poi abbandonati e il suo essere animalista convinta da quando fece scalpore sulla copertina di Paris Match con un cucciolo di foca tra le braccia.

«Brigitte Bardot è una Regina. Si può abbandonare, ma non detronizzare», dichiara l’autrice del libro, senza nascondere «la sua temerarietà e il suo coraggio» che ne hanno fatto un modello di donna già libera negli Anni ’60. Più che attrice di cinema (esordì nel ‘52 con Le Trou Normand, diretta da Jean Boyer) BB la parigina nata sotto il segno della Bilancia (particolarmente attento all’apparenza e all’estetica) è stata attrice di se stessa, interpretando non solo la donna ma la libertà dalle convenzioni e dagli uomini, la spregiudicatezza… e anche la non-mamma di oggi. E come quelle donne che hanno un carattere forte e una gran personalità, ha avuto il coraggio di smettere quando ha capito che la perfezione la stava abbandonando. Per invecchiare, inesorabilmente, come solo a noi Mortali accade. Oggi, dopo il cinema, la Bardot «fa e dice quello che pensa, senza conti da rendere a nessuno, murata in se stessa». Ma è ancora capace di incarnare, conclude la Lelièvre, «tutte le virtù e i difetti dei francesi».

www.fondationbrigittebardot.fr


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