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Miuccia Prada
Jean-Charles de Castelbajac
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Consigli di Stile: Abiti d'Arte

di Gisella Zinelli Rignano

Appenderli era difficile, soprattutto se non si possedevano. Perciò, fin dai tempi di Yves Saint Laurent, gli stilisti hanno avuto la geniale idea di riprodurre le opere d’arte sugli abiti rendendo così l’arte eterna. Il motto di Piet Mondrian era: raggiungere l’armonia tramite l’equilibrio dei rapporti tra linea, colori e superfici. Non c’è che dire, gli Anni ’60 riflettono in pieno questo spirito: anche la minigonna di Mary Quant è nata “trapezoidale”, con tanto di rapporto con la lunghezza degli stivali indossati. E nel 1965, Saint Laurent trasforma un celeberrimo quadro di Mondrian in un altrettanto celeberrimo abito.

46 anni dopo, l’arte continua a fare l’abito con Eres (www.eresparis.com/it), Sarah Schofield (www.sarahschofield.com), Max e Lubov Azria per BCBG (www.bcbgmaxazriagroup.com) e tante altre contaminazioni per la stagione fredda: dagli abiti di Costume National (www.costumenational.com) e Narciso Rodriguez (www.narcisorodriguez.com), contraddistinti da tagli lineari e disegni geometrici, ai cappottini di Bottega Veneta (www.bottegaveneta.com) e Burberry Prorsum (http://it.burberry.com/store), fino agli accessori come lo stivaletto di camoscio blu elettrico e salvia griffato Pierre Hardy (http://pierrehardy.com). Ma l’omaggio all’arte più significativo è di Miuccia Prada (www.prada.com/it), che ha disegnato una linea per così dire Mondrian & Saint Laurent: abiti sopra il ginocchio, stampe geometriche, fibbie squadrate. Ancor più deciso Jean-Charles de Castelbajac (http://jc-de-castelbajac.com), che ha presentato stravaganti vestiti a sfondo colorato con stampate alcune delle più illustri fotografie di Man Ray. C’è di che scegliere.
 
Foto: Prada
Jean-Charles de Castelbajac
        

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