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Cappotto 101801
Collezione Autunno/Inverno Anni '50
Collezione Primavera/Estate 2011
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Max Mara: una storia alla moda

di Eleonora Tarantino

Max Mara festeggia 60 anni di passione e storia dell’autentico “made in Italy”. Nel 1951 Achille Maramotti (“Mara” è il diminutivo del suo cognome; “Max” il superlativo, cioè il massimo) decide di produrre abbigliamento femminile contando sull’artigianalità dell’Emilia, sua terra d’origine. In più, la tradizione familiare è determinante nelle sue aspettative: alla fine dell’800, infatti, la bisnonna Marina Rinaldi gestiva un “atelier” di lusso nel centro di Reggio Emilia; la madre, invece, aveva inaugurato una scuola di taglio con sartoria. Come le mitiche Sorelle Fontana, Maramotti entra nella "élite" dell’alta moda italiana lanciando sul mercato “must” come il cappotto di cammello e il tailleur rosso geranio realizzati con tagli puliti e linee rigorose. Negli Anni ’60, fanno il loro ingresso nello staff creativo Luciano Soprani, Lison Bonfis, Graziella Fontana ed Emanuelle Khan, che sviluppano con entusiasmo le nuove linee Pop e My Fair. Sul finire di quel decennio rivoluzionario, con la Swinging London impegnata a dettare al mondo le nuove tendenze, Maramotti si avvale delle geniali intuizioni di Laura Lussardi (oggi “fashion coordinator” del Gruppo) per dar vita al marchio Sportmax dedicato alle ragazze.

L’industriale emiliano, va ricordato, ha avuto il merito di anticipare il prêt-à-porter realizzando capi in taglie standard pronti per essere indossati. Fra gli abiti-icona che identificano il “top” dell’industrializzazione tessile, c’è senz’altro il cappotto doppiopetto in beaver 101801 disegnato negli Anni ‘80 da Anne Marie Beretta con le maniche kimono in lana misto cachmere, tutt’oggi in produzione (€ 1.200), amatissimo da Isabella Rossellini, Glenn Close, Cate Blanchett e dalla regina Sofia di Spagna. Negli Anni ’90, le riviste “fashion” hanno pubblicato memorabili servizi fotografici delle collezioni e delle campagne pubblicitarie di Max Mara, avvalendosi della collaborazione strategica di fotografi quali Peter Lindbergh, Arthur Elgord e Richard Avedon. Da piccola “bottega” di Reggio Emilia specializzata in cappotti, Achille Maramotti ha dunque trasformato il proprio sogno in un impero di 2.258 boutiques, 21 linee d’abbigliamento e 5.000 dipendenti, dimostrando che l’abilità di mettersi in gioco è un bene collettivo.

www.maxmara.com

Foto: Max Mara Fashion Group
Cappotto 101801, modella Ann Reinking, © Roxanne Lewit
Collezione Autunno/Inverno 1957/’58
Primavera/Estate 2011, modella Karolina Kurkova, © Mario Sorrenti

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