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Vuitton e Damien Hirst
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Voyage en Capitale, Louis Vuitton et Paris

di Eleonora Tarantino

Nel cuore del Marais, Vuitton celebra con Voyage en Capitale, Louis Vuitton et Paris il mito del viaggio dal 1837 ad oggi, attraverso gli accessori di lusso realizzati con la famosa tela LV Monogram. La valigia, lo sappiamo bene, custodisce una parte delle nostre abitudini domestiche di viaggiatori più o meno esigenti. Ecco, allora, questa mostra da non perdere che si snoda lungo la storia della “maison” e della sua famiglia, a partire dal fondatore Louis Vuitton (1825-1892) che impara dal padre falegname a usare con abilità lima e pialla. Nato in un villaggio nei pressi di Lons-le-Saunier, nella Franche-Compté, nel ‘37 è a Parigi come apprendista di un fabbricante di bauli da viaggio. Vicino al negozio, ubicato alla Madeleine, viene inaugurata la prima linea ferroviaria francese, la Paris-St-Germaine. Louis è testimone dell’epocale metamorfosi del viaggio: dalla diligenza, al treno a vapore. Nel ’53, imballa le regalitoillettes” dell’imperatrice Eugenia, consorte di Napoleone III. L’anno successivo, dopo aver fondato l’azienda apre la prima boutique parigina in rue Neuve-des-Capucines, nei pressi di place Vendôme.

Un secolo e mezzo di storia, si rincorre in sostanziosi frammenti della “griffe”. Molti degli accessori esposti sono accompagnati dalle lettere dei borghesi e aristocratici committenti dell’epoca fra cui il romanziere Ernest Hemingway, proprietario del “baule-biblioteca” in toile monogram (1936) con tanto di scomparti per i libri nonché l’occorrente per la corrispondenza e l'indispensabile macchina per scrivere. Questo trionfo di bauli, beauty case e borse ha visto sfilare illustri clienti e prestigiositestimonials” quali  Pablo Picasso, Audrey Hepburn, Lauren Bacall, Madonna e Jennifer Lopez. La svoltaglamour” inizia negli Anni ’80, quando Vuitton fa rivisitare le sue creazioni a Gae Aulenti, Philippe Starck, Arman, Andrée Putman, Bob Wilson, Sol Lewitt, César. E anche le più note figure della moda partecipano al “restyling”: Vivienne Westwood, Manolo Blahnik, Azzedine Alaïa… Ma la vera rivoluzione del Monogram (inteso come opera d’arte viaggiante) nasce nel ‘97 da un’intuizione del direttore creativo Marc Jacobs che contatta i Pop artisti Takashi Murakami, Stephen Sprouse e Richard Prince. Nel 2009, invece, Damien Hirst realizza con Patrick-Louis Vuitton i 2 preziosi bauli Black Nomade, in pelle nera, rivestiti all’interno di microfibra blu e decorati con farfalle e un piccolo teschio d’argento, per il trasporto di materiale chirurgico. Uno di essi è stato battuto all’asta e i profitti devoluti alla Croce Rossa. In mostra, infine, la collezione Icones (2007) con le rivisitazioni di Zaha Hadid, James Turrell, Ugo Rondinone, Andrée Putman e Sylvie Fleury, nonché la suggestiva installazione Cabine de bateaux di Fréderique Chauveaux che invita i visitatori a scoprire 5 scene proiettate nella cabina di un’immaginaria nave. Il movimento ondeggiante, accompagna la fantomatica danza di un viaggiatore sdraiato sul letto e di figure semi-nude chiuse dentro i bauli. Il quesito sorge spontaneo: l’Arte è al servizio di Louis Vuitton, o è Louis Vuitton al servizio dell’Arte?

Voyage en Capitale, Louis Vuitton et Paris
Fino al 27 febbraio, Musée Carnavalet – Histoire de Paris, rue de Sévigné 23, Parigi
tel. 0033-1-44595858
Catalogo Louis Vuitton: 100 malles de légende, Editions La Martinière, € 100


www.carnavalet.paris.fr
 
 
 
http://www.raileurope.eu/agenzie/rivenditori

Foto: Les Malles Vuitton au Musee Carnavalet, © Luc Castel
Un dettaglio dell’esposizione
Black Nomade by Damien Hirst, 2009
© Louis Vuitton/Patrick Galabert







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