Coolmag - fashion&design

Dita Asparagi
Lampadina Limone
Sedia Matita
home - fashion & design




Armando Testa. Il Design delle Idee

di Stefano Bianchi

Lampadina Limone? Chi può averla inventata se non Joseph Beuys? Dita Asparagi? Duchampiane, non ci piove. Macchè Beuys! Macchè Duchamp! Questi oggetti metamorficamente paradossali sono frutto del genio di Armando Testa (1917-1992): re della pubblicità italiana, ma anche raffinato designer. Se siete cresciuti al’epoca di Carosello, pensate a lui e vi vengono in mente Pippo, l’ippopotamo azzurro shocking dei pannolini Lines; Caballero e Carmencita “testimonials” del caffè Paulista; la sfera e la mezza sfera dell’aperitivo Punt e Mes ("un punto di amaro e mezzo di dolce", recitava lo slogan); l’uomo del Digestivo Antonetto; gli abitanti del Pianeta Papalla… E poi la bionda Solvi Stubing, che reclamizza la Birra Peroni Nastro Azzurro; il bebè col cucchiaio degli omogeneizzati Sasso; lui e lei Pop che festeggiano il Sanpellegrino Bitter e l’Aranciata… Ma Testa, in pochi lo sanno, «è stato il più artista fra i pubblicitari e il più anomalo fra gli artisti», ha dichiarato la moglie Gemma De Angelis Testa, «perché per primo si è simultaneamente espresso in tutti i codici della comunicazione visiva. Prima di Internet, visto che il computer era nella sua testa». Il Design delle Idee, quindi, è dedicato al Testa che non vi sareste mai aspettati: bozzettista, pittore, scultore, fotografo. Sempre e comunque caustico e ironico. Gran narratore di vizi e virtù italiani. Geniale pronunciatore di frasi come «La massima aspirazione di un creativo è raggiungere a 60 anni la libera creatività che aveva a 6 anni» e «Quando mi trovo dinnanzi al foglio bianco non so cosa farò, che stile avrà il mio disegno. L’unica mia speranza è di non assomigliare a Testa».

La retrospettiva in scena (è proprio il caso di dirlo) al PAC di Milano, mette in fila cose straordinarie come le opere degli Anni ‘60 ispirate a Mondrian, con formica e cornici d’epoca; il manifesto dell’Industria Colori Inchiostri, datato 1937, che si rifà all’astrazione geometrica; foto a colori e in bianco e nero che assemblano “performance” di dita; scatti con fette di prosciutto che si trasformano in montagne e poltrone, e porzioni di mortadella che diventano buste da invito al party. Irresistibili, poi, le serigrafie su seta Anni ‘70 che ritraggono il Topo Ravanello, un dito con l’unghia smaltata di rosso che fa il Marabù dall’Alto Kenia e un tubo ricurvo che si tramuta in Cane randagio. Che dire, poi, dei peperoncini che duellano come Spadaccini infiammati; di ortaggi e frutta secca a mo’ di mostri; della coppia di Amanti, che poi non sono altro che olive in un letto di ravioli (i cuscini) e spaghetti (le lenzuola); della sedia (vera) trafitta da una matita gialla e delle straordinarie, toccanti Croci del ’90 con il corpo di Cristo che si fa struttura? Il Design di Armando Testa è nel Segno. «Attenti al segno!», diceva. «Prima ancora di farlo, bisogna saperlo leggere».

Armando Testa
Il Design delle Idee
Fino al 13 giugno, PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea, via Palestro 14, Milano
tel. 0276020400
Catalogo Silvana Editoriale, € 35


www.comune.milano.it/pac

www.armandotesta.it

CoolMag Tube: http://www.youtube.com/coolmagtube?gl=IT&hl=it#p/u/2/byLlIWurV10

Foto: Dita Asparagi, 1975
Lampadina Limone, 1968
Sedia con matita, 1972
Collezione Gemma De Angelis Testa, Milano




stampa

coolmag