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Beatles to Bowie: the 60s exposed

di Stefano Bianchi

Ancora un mese e scoccherà il 50° anniversario dall’inizio degli Anni ’60. Decennio di rivoluzioni. Glamour e controcorrente. Scandito dal "boom" creativo della Swinging London (termine coniato il 16 aprile 1966 dal settimanale americano Time) che ascoltava Help! dei Beatles e (I Can't Get No) Satisfaction dei Rolling Stones; Lola dei Kinks e My Generation degli Who. Siamo tutti d’accordo: beat, pop, rock, psichedelìa, una pizzico di jazz e i primi passi del “progressive” hanno sottolineato i Sixties trasformando Londra nell’ombelico del mondo. Ma se quegli assoli di chitarra elettrica e quei ritornelli sono diventati icone di un’epoca irripetibile, è anche merito di tutto quello che gli girava attorno: dal bottone alla Sergente Pepe, alla giacca con sopra stampata la Union Jack; dalla boutique Biba, alla stilista Mary Quant; dalla minigonna, a Carnaby Street. In 150 fotografie e una collezione di “memorabilia”, Beatles to Bowie: the 60s exposed racconta in 10 sezioni (una per ogni anno) il prima, durante e dopo la Swinging London, coinvolgente mix di immagine, moda, musica, performance. Gli scatti di Fiona Adams, Philip Townsend, Gered Mankowitz, Jean-Marie Pèrier, Michael Cooper, Cecil Beaton, Angus McBean, Terry O'Neill, Don McCullin, David Bailey, Tony Frank, Norman Parkinson e di altri maghi dell’obbiettivo, non solo documentano la rivalità fra Beatles e Rolling Stones a colpi di look o il Marc Bolan vestito da Mod prima di trasformarsi in Glam coi T. Rex, ma focalizzano miti e fatti sostanziali.

Come Cliff Richard, popstar dal ciuffo impomatato che all’alba del decennio strizza l’occhio al mercato dei teenagers. O gli swingantiabsolute beginners” che nel ‘61 compaiono sul “fashion portfolio” di Vogue intitolato Evening looks and all that jazz. E ancora: Dave Clark Five, Peter and Gordon e Rolling Stones che nel ’64 posano per Woman's Own accanto alle "top models" Debbie Condon, Grace Coddington, Tania Mallet e Pattie Boyd. I pantaloni "ultra-mod" degli Small Faces e la minigonna di Cilla Black, che insieme a Lulu e a Sandie Shaw indossa capi d'abbigliamento e accessorioptical” dei nuovi stilisti. Il ’67 ribelle e sperimentale di Between The Buttons (Rolling Stones), Sgt Pepper's Lonely Hearts Club Band (Beatles), The Piper At The Gates Of Dawn coi Pink Floyd avvolti nello psichedelico prisma di Vic Singh e la Jimi Hendrix Experience immortalata da Bruce Fleming sulla copertina di Are You Experienced. Sino alla fine del grande sogno in technicolor, nel ’69, quando i capelli si allungano vertiginosamente, il sesso sale al potere e l’Apollo 11 va sulla Luna sonorizzato da Space Oddity di David Bowie. È lui, futuro Ziggy Stardust, che si fa fotografare in argentea camicia spaziale mentre pigia sui tasti di un avveniristico stilofono.

Beatles to Bowie: the 60s exposed
Fino al 24 gennaio 2010, National Portrait Gallery, St Martin’s Place, Londra
tel. 0044-20-73060055
Catalogo, £ 30


www.npg.org.uk

Foto: The Who, 1966, by Colin Jones National Portrait Gallery, London, © Colin Jones
David Bowie, 1969, by David Bebbington, © David Bebbington/Retna Pictures
Marianne Faithfull, Battersea Park, London, 1965, by Tony Frank, © Tony Frank

 



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