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Consigli di Stile: Quel che conta è la bellezza interiore

di Gisella Zinelli Rignano

Fateci caso: quando sentite la frase “quel che conta è la bellezza interiore”, a dirlo è sempre una gran gnocca. Poverina. Le è appena stato chiesto cosa pensa della sua bellezza (o come caspita ha fatto ad essere così bella, come se per avere gambe lunghe ci volesse una crema…) e lei cosa volete che risponda? Intanto, che non si sente così avvenente come tutti dicono; e comunque sono ben altre le cose che contano nella vita. Ditelo a una bruttina. Ditele che anche se è bassa e grassottella non importa; che se si vede sproporzionata non conta e che lei e la sua compagna di scuola (o collega, a seconda delle circostanze), quella longilinea con i lineamenti sottili e il profilo da Madonna fiorentina hanno le stesse “chances” di farsi il più figo della compagnia. Vorrà credervi, in quel momento vi amerà disperatamente, ma poi tornerà a desiderare di essere come quell’altra fino a quando arriveranno gli anni in cui avrà visto che la ruota che credeva incrinata è finalmene girata; che non tutto quel che luccicava era oro e che, finalmente, anche la gran gnocca ha le corna. Allora si guarderà intorno, e incontrerà magicamente se stessa.

Forse non riuscirà ad amarsi fino in fondo ma si accorgerà di essere stata intelligente e più simpatica di un’altra. Di aver percorso una strada certamente faticosa, ma di essere arrivata alla meta (e soprattutto di averla avuta, la meta). Perché siccome non-tutto-il-male-vien-per-nuocere, spesso nascere non bellissime aiuta nella corsa della vita. Poi non vorrà uscire dal sogno, le piaceranno gli altri e soprattutto avrà capito di smetterla di voler piacere a tutti i costi. Magari le riuscirà di giocare sui propri difetti come Arisa (nome d'arte di Rosalba Pippa, vincitrice dell’ultimo Festival di Sanremo nelle “Proposte” con la canzone  Semplicità), ma avrà imparato a convivere con se stessa e ad amare le altre virtù che possiede: prima fra tutte l’intelligenza (le bruttine lo sono quasi sempre). Non intrattenetela, quindi, sussurrandole quanto è bella dentro: lei lo sa, e sa pure che a nessuna Eva Herzigova è mai passato per l’anticamera del cervello di voler essere come Ugly Betty. Solo che ora soffre un po’ meno.

Ugly Betty. La bruttina non stagionata

Moda, fascino, stile, perfidia. Ecco in estrema sintesi Ugly Betty, nella “fashion-comedy” che dopo aver stregato il Sudamerica, conquistato New York e la Fifth Avenue, ha fatto girare la testa ai telespettatori d'Italia e dintorni. Come può una ragazza (apparentemente bruttina e priva di fascino) sopravvivere, fare carriera e trovare l'amore nello spietato mondo delle riviste di moda? Dopo il Il diavolo veste Prada, e Sotto il vestito niente, questo è il viaggio più “cool” nel mondo della moda.



Gianluca Piredda, Ugly Betty - io non seguo le mode… io sono la moda!, Coniglio Editore, Collana Entertainment Now!, 160 pagine, € 11.50

www.coniglioeditore.it


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