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Kreaton. Una lampada senza design

di Stefano Bianchi

Con quel nome da Supereroe che si ritrova appiccicata addosso, non può che sprigionare superpoteri luminosi. O meglio: nel modo di “vedere” la luce. Kreaton, lampada modulare ideata da Sergio Nava (nato a  Lecco, classe 1977, laureato in Architettura al Politecnico di Milano), persegue il credo del “design democratico”: chiunque, giocando con la fantasia, può dar forma e colore all’illuminazione dei propri sogni e desideri. Geniale risultato d’innovazione interattiva, Kreaton è la lampada che acquisti e non ha design.  Non ci rimani male, però. Sta a te (novello “light designer” del tuo spazio e “co-designer” dell’oggetto) scovare, assemblare, disegnare, colorare la sua forma. E magari, punto e a capo, reinventarla.

Kreaton, che anzitutto sostiene la campagna sul risparmio energetico eliminando gli sprechi a favore dell’ambiente, è fatta di moduli neutri, rossi, gialli, verdi e blu: mattoncini che ai nostalgici fanno venire in mente il “costruttivo” Lego. Li sovrapponi, dopodichè modifichi come ti pare e piace la struttura della lampada. Che è, e rimarrà a tutti gli effetti, un pezzo unico. Se pensiamo alla cosiddetta “progettazione di massa” che dopo gli Anni ’60 e ’70 ha permesso al fruitore di pensare e progettare lo spazio abitativo, Kreaton ci fa toccare con mano la rivoluzione del design d’ogni singolo componente, che d’ora in poi sarà possibile plasmare. Il sistema di questa fonte luminosa, che non ha un’idea ma “èl’idea, si compone di Kreaton Base (€ 57.60, che include una base luminosa standard in policarbonato trasparente, in cui è alloggiata una lampadina di nuova generazione a basso voltaggio) e Kreaton Modular Kit (€ 38.40, con 72 moduli in policarbonato trasparente, in 3 diverse misure e 5 colori a scelta).     

www.kreaton.it

Foto: Kreaton

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