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Villain Collection by Swatch
Swatch Art Keith Haring
Pop Swatch
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╚ sempre l'ora dello Swatch

di Matteo Castelnuovo

Una sottile lancetta nera per i secondi e 2 lancette scheletrate, dorate e lucide per le ore e i minuti, indicano il tempo che passa fra i tentacoli di un polipo argentato, che sta a cavalcioni del quadrante a simboleggiare Blofeld, col suo gatto persiano bianco che fa le fusa ogni qualvolta viene nominata la Spectre. È uno dei tanti nemici di James Bond. Ed è una delle 22 geniali grafiche (per altrettanti orologi) che Swatch ha ideato per la 007 Villain Collection. Una collezione che prendendo spunto dall’uscita di Quantum Of Solace, ventiduesimo capitolo cinematografico della saga dell'Agente 007, vuole celebrare i 25 anni d’attività dell’orologio di plastica che ha fatto risorgere dalle ceneri un’orologeria svizzera altrimenti schiacciata dalla concorrenza giapponese. Nel 1983, Nicolas G. Hayek entra in scena con le sue proposte radicali e le sue idee rivoluzionarie. Una su tutte: il Second Watch. Modello d’orologio, cioè, che non ha nulla del sofisticato gioiello artigianale dai prezzi esorbitanti ma che, al contrario, è un nuovo modo di affermare con la plastica la propria personalità. Eleganti, provocatori, resistenti agli urti, precisi e soprattutto a buon mercato, i primi Swatch travolgono il mondo intero. Ma l’utilizzo della plastica è solo l’incipit di una produzione che fonde la tecnologia con la ricerca di materiali come acciaio inossidabile, alluminio, tessuti sintetici, gomma e silicone da abbinare a nuove strutture e colori ispirandosi anche all’arte contemporanea.

Gli Swatch, fin dagli esordi, “dialogano” con la cultura Pop diventando le tele ideali per artisti, musicisti e stilisti. Uno dei primi a collaborare agli Swatch Art Specials è Keith Haring, seguito da Arnaldo Pomodoro, Phil Collins, Akira Kurosawa, Pedro Almodóvar, Alessandro Mendini, Mimmo Paladino, Kenny Scharf, Pierre et Gilles, Vivienne Westwood e altri nomi “cult”. In 25 anni, Swatch ha prodotto qualcosa come 350 milioni di orologi. Ognuno con una sua caratteristica, ognuno diverso dall’altro. Dal primo Once Again, che coglie tutti di sorpresa, al Maxi Swatch; dal Pop Swatch allo Scuba; dal Chrono all’Irony, fino al Chrono Plastic. Il genio dell’orologeria elvetica, che non ha alcuna intenzione di fermarsi e vuol continuare a stupire, si schiera provocatoriamente dalla parte dei 22 nemici che i fans di James Bond detestano. Dal Dr. No (Licenza di uccidere, ‘62), che col suo elegante look e le mani metalliche viene omaggiato da uno Skin Chrono bianco e beige, con pulsanti neri e la scritta High Voltage in rosso; a Rosa Klebb (Dalla Russia con amore, ‘63), che indossa un pericoloso tirapugni riportato alle estremità di uno Swatch Lady argentato; da Oddjob (Goldfinger, ‘64), che con l’inconfondibile cappello a bombetta viene ricordato nell’Iron The Chrono in acciaio dorato con le maglie del cinturino a forma di lingotto; al Generale Orlov (Octopussy Operazione Piovra, ‘83), le cui ultime parole “Yes, but tomorrow I shall be a hero of the Soviet Union” sono stampate sulla lunetta in acciaio spazzolato di un Irony Big dal cinturino nero con cuciture rosse. E poi, “last but not least”, Dominic Greene: il cattivo di Quantum Of Solace omaggiato dall’elegante Chrono Plastic nero e avorio, con tanto di scritta Greene Planet.

www.swatch.com

Foto: 007 Villain Collection
Keith Haring Swatch
Pop Swatch




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