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Sella due by Castiglioni
Pratone by Gufram
Bibibibi by Ingo Maurer
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Pop Design

di Stefano Bianchi

Design sopra le righe. Ideato e realizzato quasi per gioco e un po' per azzardo. Già, perchè è una scommessa mica da ridere sedersi sulla Sella dei fratelli Castiglioni, sulla bombetta MAgriTTA con tanto di mela verde incorporata, fra i giganti fili d’erba del Pratone, fra le rosse labbra del divano Bocca. Eppure sono il massimo della comodità. E del divertimento. Come tutte le icone del design (anzi: Pop Design) che sfilano nel piemontese Filatoio di Caraglio orgogliose d’essere figlie del “readymade” caro a Marcel Duchamp, della Pop Art inglese e americana, del Futurismo, del Surrealismo. Tutto, in questa mostra esageratamente bella, è “troppo” e “fuori”: troppo colorato, troppo grande, troppo ironico, fuori luogo, fuori scala, fuori schema. E il “troppo” e il “fuori”, a partire dagli Anni ’60 fino alle ultime tendenze del contemporaneo, si specchiano nella società dei consumi, nella plastica, nei paesaggi metropolitani. Nel nostro sentirci, sempre e comunque, bambini. Visitando le 8 sezioni tematiche, ci si trova un po’ come Alice nel Paese delle Meraviglie. E se Il fascino delle lettere punta a quel design che dialoga con la letteratura e l’arte (come l’enorme “arbre magique” in poliuretano inserito nel Déjeuner sur l’herbe di Manet; o lo sgabello Mezzadro, che più “duchampiano” non si può), Lo sguardo zoom ingigantisce gli oggetti facendoci venire le vertigini: vedi la lampada Moloch e il piedone Up7 di Gaetano Pesce, il guanto da baseball Joe che diventa poltrona, la scultura Truka a forma di super-rossetto, il Vas-One (basta la parola).

Il colore rosso, prendendo invece spunto dalla Mae West di Salvador Dalí e dalla vermiglia Mouth di Tom Wesselmann, esibisce le sedute "space age" di Verner Panton, l’inconfondibile Sacco, la macchina per scrivere Valentine di Ettore Sottsass, la lampada One from the Heart griffata Ingo Maurer, mentre Un mondo di plastica si concentra soprattutto sugli Anni ’60 con capolavori come le lampade Eclisse e Nesso, l’epocale telefono Grillo di Marco Zanuso, il mangiadischi Pop di Mario Bellini. Luci della città è invece “skyline” allo stato puro: che scandisce le forme della libreria Carlton, dello specchio Ultrafragola, dei celeberrimi divani Lombrico e Serpentone. La sesta sezione, Offerta speciale, ci ricorda che il design abita anche negli oggetti d’uso quotidiano: dalla biro Bic Cristal, all’accendino Bic; dalle bottigliette di Campari (assemblate in una lampada), al tappeto Il Bel Paese che Maurizio Cattelan ha concepito pensando all’italico formaggio. Il senso autentico dell’infanzia, però, viene solleticato nei colori e nelle spiritosaggini della Stanza dei giochi, fra uno Gnome di Philippe Starck e il fumettoso Marshmallow Sofa di George Nelson. Per poi scoprire, con Animalia, osservando per bene il rapace tavolino Traccia e le lampade Lucellino e Bibibibi, che il mondo animale e vegetale può trasformarsi in artificiale. Potenza (e magia) del design.

Pop Design
Fuori luogo, fuori scala, fuori schema
Fino al 14 settembre, Il Filatoio, via Matteotti 40, Caraglio (CN)
tel. 800-329329
Catalogo Silvana Editoriale, € 35


www.marcovaldo.it

Foto: Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Sella, 1957, Zanotta, © Marino Ramazzotti
Giorgio Ceretti, Pietro Derossi, Riccardo Rosso, Pratone, 1971, Gufram
Ingo Maurer, Bibibibi, 1982, Ingo Maurer GmbH, © Tom Vack

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