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La 2CV compie 60 anni

di Matteo Castelnuovo

«Addio Zazà!». Una mano saluta sbucando fuori dal finestrino di una Citroën 2CV rossa, poco prima di partire sgommando. È il 1979, e questa è una delle "gags" che chiudono gli episodi della seconda serie di cartoni animati giapponesi Lupin III, il ladro più famoso e amato del mondo. Un cenno storico che fa comprendere quanto già allora, a 31 anni dalla sua prima apparizione, il culto per questa “quattro ruote sotto un parapioggia” (come la definì nel ‘35 il suo creatore Piere Jules Boulanger) si fosse propagato dalle Americhe al Sol Levante. Il 7 ottobre ‘48, durante il 35° Salone dell’Automobile di Parigi, dopo aver superato il trauma del secondo conflitto mondiale, Citroën presenta la prima 2CV. Una vettura solida, un po’ antiestetica, ma che soddisfa le esigenze di affidabilità, comodità e risparmio. La versione definitiva, grigia, capace di percorrere 100 chilometri con 3 litri di benzina, arriva sul mercato dopo 13 anni di studi grazie alle menti geniali del meccanico André Lefebvre e del designer Flaminio Bertoni, sfoggiando 2 bracci d’acciaio sostenuti da 2 sospensioni, portiere che si aprono a destra anziché a sinistra, un cofano leggermente bombato su cui svettano 2 fari circolari, un motore bicilindrico a 4 marce, 2 ruote da 400.

Nel corso degli anni, si alternano altre versioni che ne modificano di poco il look esprimendo un’immediata voglia di libertà. Ecco la Furgonelle (’50), la Type AZ (’54), l’AZL (’56) con finiture in alluminio e un ingrandimento del lunotto posteriore e la Sahara (’58), la Type A che nel '61 termina la produzione. Tre anni dopo, finalmente, le porte si aprono nel verso giusto. E nel ‘67 tocca alla mitica Dyane. Arrivano gli Anni ’70 e tutti desiderano la 2CV, simbolo di emancipazione, semplicità, giovinezza. Accanto ai modelli “4” e “6”, per venire incontro alla voglia di viaggio dei teenagers Citroën organizza la Parigi–Kaboul, 16.500 chilometri in 1 mese. Decine di ragazzi, a bordo delle loro 2CV partono per l’avventura, come altrettanti ne partiranno per la Parigi-Persepoli-Parigi, l’affascinante Raid Afrique e il 2CV Cross. Nel ‘74, i fari diventano rettangolari e nei 2 anni successivi nascono in sequenza la gialla Special e la Spot. La Charleston nera e bordeaux e la Special 6, traghetteranno invece il mito fino al termine della produzione, il 29 febbraio ‘88, dopo 40 anni e 6.956.944 2CV vendute. Un record, per questa utilitaria che si è fatta scivolare addosso età, tendenze e mode rendendo tutti pazzi di lei. E se volete riassaporarne il fascino, dal 16 al 18 maggio datevi appuntamento al Raduno del Club Citroën 2CV e derivate a Fontana di Rifreddo, Beinette (CN).

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Foto: 2CV Export, 1967, © Citroën Press
2CV 6 Charleston, 1985, © Leligny
2CV Special, 1979, © Citroën Press

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