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Blue Note Tokyo
Aketa No Mise
Birdland Tokyo
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All That Jazz! 3

di Redazione

Nell’Eldorado del jazz, vale a dire il Giappone, i locali nascono, prosperano, continuano ad aprire e vivono grazie a un pubblico sempre entusiasta e a una programmazione live che fa davvero invidia al resto del mondo. Tokyo, in particolare, rappresenta un “paradiso” semplicemente irrinunciabile per chiunque ami la musica di derivazione afroamericana. Sulle ceneri del leggendario Pitt Inn, nel quartiere universitario di Akihabara, che purtroppo ha chiuso i battenti per problemi di gestione dopo aver ospitato gli assolo di miti quali Mike Mainieri, Michael Brecker, Billy Cobham, Don Grolnick, Eddie Gomez, Steve Khan, Joe Zawinul, Chick Corea e Herbie Hancock, il sindaco della capitale nipponica ha fatto nascere una serie di jazz clubs, ognuno dotato di una propria peculiarità.

Per contrastare lo strapotere economico della versione locale del Blue Note, si è fatto in modo che in quell'area potessero sorgere locali come Aketa No Mise, devoto alle big bands e alle grandi voci; Alfee, dove ogni gruppo di jazz elettrico sogna prima o poi di esibirsi; Akai Karasu, Birdland e soprattutto Bash! (riservato alle nuove tendenze) da cui hanno mosso i primi passi parecchie formazioni dell'avanguardia elettrica, nonché gruppi estremi come John Zorn e i suoi Naked Lunch. Come dire: le nuove frontiere del jazz in una serie di jazz clubs realmente “cool“.

Aketa No Mise, 3-21-13 Nishiogi-Kita Suginami-ku
www.aketa.org

Alfee, 6-2-35 Roppongi Minato-ku
www.alfee.com

Akai Karasu, 1-13-2 Kichijoujihommachi Musashino-Shi

Birdland, 3-10-3 Roppongi Minato-ku
www.birdland-tokyo.jp

Bash!, 1-8 Roppongi Hachiouji-Shi

Blue Note Tokyo, 5-13-3 Minami-Aoyama Minato-ku
www.bluenote.co.jp

Foto: Blue Note Tokyo
Aketa No Mise
Birdland

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