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Triennale Design Museum

di Stefano Bianchi

Ora che finalmente è nato il Triennale Design Museum, ripenso a quando 3 anni fa visitai il Museu Design di Lisbona, al Centro Cultural de Belém: collezione kolossal di oggetti, mobili, vasi, lampade, sedie e poltrone appartenenti a Francisco Capelo. Rientrato a Milano, pensai e ripensai: perché non qui? Perché nella culla del Design, il design continua a languire in soffitta? Adesso, però, mentre ammiro il ponte di Michele De Lucchi sospeso al primo piano della Triennale che introduce agli spazi espositivi, non faccio che ripetermi: è fatta. Il Design ha finalmente il luogo che si merita: dinamico, in continuo futuristico movimento, con allestimenti che muteranno ogni anno/anno e mezzo con la forza di 1.000 pezzi da esporre a rotazione. Quindi, per cominciare, i 1.900 metri quadri del Triennale Design Museum, restaurati e adeguati da De Lucchi, scientificamente curati da Andrea Branzi, pedinano il tema Che cos’è il design italiano?, da un’idea di Italo Rota col contributo di Silvana Annicchiarico e Branzi. In soldoni: un diluvio di immagini in movimento (a partire da Ouverture. Fiato alle trombe!, film/architettura diretto da Peter Greenaway) e di oggetticult” che interagiscono con 7isole ossessive”: Il teatro animista, I grandi borghesi e la sacralità del lusso, Il super-comfort, La dinamicità, La democrazia impilabile, La luce dello spirito, I grandi semplici.

Come dire: dalla notte dei tempi fino alla modernità dell’oggetto contemporaneo. Il tutto, cinematograficamenteinterpretato” da Antonio Capuano, Pappi Corsicato, Davide Ferrario, Daniele Luchetti, Mario Martone, Ermanno Olmi e Silvio Soldini. Cioè: mentre stai rimirando il gilet di Giacomo Balla, il Pratone del Gruppo Strum, la Tube Chair di Joe Colombo, lo sgabello Mezzadro dei fratelli Castiglioni, la Lambretta di Cesare Pallavicino, la macchina per scrivere Valentina di Ettore Sottsass, la poltrona Lady di Marco Zanuso e la camera da letto di Gio Ponti & Piero Fornasetti (ma potrei citare un mucchio di altri capolavori della progettazione), vieni coinvolto da immagini tipo frammenti di vita borghese tratti da filmsvintage”, o dallo straordinario “corto” di Davide Ferrario intitolato La dinamicità: piano-sequenza in una “location” in bilico tra futuro e nostalgia (il vecchio stabilimento FIAT al Lingotto di Torino) che mette in scena utilitarie Topolino e biciclette Laser, oggetti Moplen e accessori da segretaria d’azienda Anni ’50 e ’60. Evviva, dunque. Con gli effetti speciali, ma soprattutto con la sostanza del Design che conta, il miglior luogo dell’ingegno creativo abita qui, al primo piano del Palazzo dell’Arte progettato da Giovanni Muzio, dal 1933 sede della Triennale.

Triennale Design Museum
La Triennale, viale Alemagna 6, Milano
tel. 02724341


Orari di apertura: dalle 10 alle 20.30. Chiuso il lunedì
Prezzo del biglietto: € 11, € 8, € 7


www.triennaledesignmuseum.it

Foto: Fabrizio Marchesi

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