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Corsetto Nikos Floros
Stivaletto Nikos Floros
Mostra Nikos Floros
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╚ la lattina che fa l'abito

di Matteo Castelnuovo

Le beviamo, compriamo, buttiamo, collezioniamo. Ma non c’era ancora venuto in mente d’indossarle, luccicando come robots dai colori “glitterati”… Idea surreale e rivoluzionaria che, invece, ha avuto il giovane talento greco Nikos Floros. Costume designer per Broadway, lo stilista che vive a New York e dal 2003 fa incetta di premi per il design ad alto quoziente estetico, con questa invenzione è riuscito ad esportare la grande essenza del dramma classico greco nel mondo restituendogli quello splendore che gli appartiene per tradizione e cultura. Richiestissimo e ammiratissimo dai bassifondi all’elìte della Grande Mela, nella sua ultima collezione Nikos Floros ha presentato 14 capi d’abbigliamento (oltre a scarpe, stivaletti e altri accessori) interamente ideati, disegnati e prodotti con lattine di birra e bibite assortite che si ispirano, in particolare, all’opera lirica e ad una delle sue più immense interpreti. Che, per altro, è anche sua connazionale: Maria Callas. In memoria della quale ritroviamo, fra gli altri, il vestito che ricalca le linee di quello utilizzato dalla cantante per impersonare l’Ifigenia in Tauride di Gluck, immediatamente acquistato ed esposto dal Museo di Atene.

Un riciclaggio, in buona sostanza, di circa 20.000 cilindri d’alluminio per dar vita a una collezione che ha impegnato il suo creatore per 5 lunghi anni, tra pezzi che gli sono valsi settimane di lavoro e altri mesi di scrupolosa dedizione. Alle prese con l’intaglio delle lamiere dei contenitori in piccole strisce, alla loro unione e, quindi, definitiva composizione, con l’ausilio di graffette, per un numero imprecisato di chilometri metallici che ha valorizzato l’ingegno di questo stilista “sui generis”. Un geniale artigiano capace di unire consumismo e arte, lattine e abbigliamento, transitando per l’opera e fotografando la società moderna in piccoli riflessi argentei. Ammettendo, quasi a voler sintetizzare il proprio lavoro, d’essersi ispirato ai supermarkets, veri e propri templi (secondo lui) della modernità, dove l’uomo del 21° secolo esprime la sua vera essenza: il consumo. Arrivando, così, al paradossale parallelismo filosofico con l’aforisma cartesianoCogito ergo sum” (penso quindi esisto) che riveduto in chiave contemporanea potremmo tradurre in “consumo quindi esisto”. Un pensiero singolare e fuori dagli schemi come la sue collezioni. Che riescono, in ogni caso, ad apparire eleganti e raffinate.

www.nikosfloros.com

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