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Vivienne Westwood: genio & rivoluzione

di Matteo Castelnuovo

«Hai una vita molto più interessante se indossi abiti unici». Pragmatica, rivoluzionaria, geniale: Vivienne Westwood è stata negli ultimi 35 anni l’emblema dell’intellettualità al servizio della passerella. A testimoniarlo è la sua arte caleidoscopica e concettualmente sovversiva che le ha fruttato prestigiosi riconoscimenti (British Designer of the Year nel 1990 e ’91; Queen’s Award for Export nel ’98; Export Designer of the Year nel 2003) e il privilegio di una mostra che dal Victoria & Albert Museum di Londra è arrivata a Palazzo Reale, Milano. Un evento anticonformista, che rispecchia la carriera e la storia della Regina del Punk esponendo capi d’abbigliamento selezionati dalla collezione privata del V&A e dall’archivio personale della designer inglese. La quale ha saputo scuotere come pochi altri stilisti il mondo dell’alta moda: dalle destrutturazioni geometriche delle prime collezioni alle sfide sartoriali degli Anni ’90. Ciò che viene proposto ai visitatori, in tutta la sua geniale effervescenza, è l’idea che ha animato le creazioni della Westwood. Quel colpo di genio capace di ammaliare per la densità e la complessità dei riferimenti all’arte pittorica e alla letteratura.

Un percorso organico che fa della cultura il perno fondamentale della “recherche” di una donna che non ha mai voluto essere ribelle ad ogni costo, bensì comprendere perchè si dovevano fare certe cose per forza in un modo e non nell’altro. Andando così, infaticabilmente, a testare i limiti culturali della nostra società. Ecco, dunque, gli abiti-slogan dell’epoca punk in contrasto coi tabù culturali dell’Inghilterra post-hippy, che “siedono” accanto alle campagne contro l’omologazione e la propaganda culturale che caratterizzano le ultime collezioni dando un’idea di come la dama inglese abbia utilizzato la medesima acutezza riflettendo sull’anatomia femminile, sperimentando i modi in cui un abito - modificando e forzando la linearità geometrica - possa farsi protesi erotica, destabilizzante asserzione e affermazione di se stessi nello spazio e nella società. Anche attraverso gli accessori cui viene abbinato, come le famosissime zeppe “mock–croc” blu che Naomi Campbell calzava nel ‘93 quando cadde in passerella. Accanto all’eccezionale antologia di capi esposti, ecco i video e gli estratti di alcune famose sfilate, a completare l’affascinante iter di una carriera d’oro testimoniata dall’inserimento, unica donna fra i primi 6 stilisti al mondo (fra cui Giorgio Armani e Yves Saint Laurent), nella lista compilata nell’89 da John Fairchild, editore americano del Women’s Wear Daily.

Vivienne Westwood
Fino al 20 gennaio 2008, Palazzo Reale, piazza Duomo 12, Milano
tel. 0254919
Catalogo Skira, € 30


www.comune.milano.it/palazzoreale

www.viviennewestwood.co.uk

Foto: Tracy and Little Debs, shop assistants in Seditionaries
Voyage to Cythera, A/W 1989-90
Vivienne and friends outside Let it Rock


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