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Voglia di Scooter

di Matteo Castelnuovo

Un prodotto interamente italiano come non se ne vedevano da secoli, dopo la biga romana”. Così il Times descrive nel 1951 la prima Vespa. Quella a cui nessuno voleva dare una “chance” e che invece, soprattutto grazie alla tenacia di Enrico Piaggio, diventò ed è tutt’ora un mito nato il 23 aprile del ‘46 dalla geniale mente dell’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio (1891-1981). Il quale, cercando di ovviare alla scarsa maneggiabilità delle moto di allora e al fatto che, causa catena di trasmissione, sporcassero, inventò un mezzo con scocca portante, a presa diretta, con cambio sul manubrio e al posto della forcella un braccio simile a quello di un carrello per aerei. Vespa prende subito piede in Italia e nel mondo, con la creazione di stabilimenti in Germania, Francia, Spagna, Belgio, America, Asia, Sud Africa e con la diffusione dei Vespa Club, più di 50.000 iscritti nel ‘51. Negli Anni ’50 e ’60, il successo è tale che neppure l’affermazione della Lambretta e gli innumerevoli tentativi di plagio riescono a scalfire il suo mercato. Anzi: Piaggio arriva nel ‘70 a produrre ben 4 milioni di scooters. Vespa, ormai, si è trasformata in un autentico fenomeno mediatico: canzoni, films, foto e libri la utilizzano come simbolo di libertà, giovinezza e identificazione italiana. Nel pieno di una rivoluzione studentesca in cui moda, design, cinema e musica contribuiscono a ribaltare convenzioni sociali che parevano immutabili, si impongono nuovi, straordinari soggetti sociali: i giovani. E 1 italiano ogni 52 possiede una Vespa.

Parte del suo “boom” va anche alla creazione della 50 Special, affettuosamente soprannominata Vespino e Cinquantino: ideata nel ‘63 in risposta al decreto sull’obbligatorietà di targa per le “due ruote” con cilindrata superiore ai 50 cc. Ed è a questo modello che Piaggio si è ispirata per la nuova Vespa S: pulita, essenziale, minimalista. Con qualche modifica: ritorno al faro rettangolare, mascherina anteriore più importante che ospita una griglia dal design più aggressivo, parafango ridotto al minimo, scudo anteriore con struttura bidimensionale che recupera la purezza della tipica linea dello scooter. La sella (in 2 versioni: Sport e Touring), riguadagna forme tipicamente Anni ’70, mentre al posteriore la linea è semplice e slanciata, con un nuovo fanale che ne accentua il dinamismo. Nelle classicissime cilindrate 50 e 125 (che si rifanno alle mitiche 50 Special e Primavera), la Vespa S propone una notevole gamma di personalizzazioni: dai colori Rosso Dragon, Nero Lucido e Montebianco, agli accessori che includono parabrezza, kit bauletto (32 litri) in tinta veicolo, portapacchi posteriore cromato e ribaltabile, 6 diversi kit grafiche su 3 temi (Fiori, Europa, Sport) e il casco Vespa demi-jet Europe. A € 2.500 (50 di cilindrata) e € 3.200 (125), il mito è davvero a portata di mano.

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Foto: Piaggio






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