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Interior Anni Settanta
Mendini Poltrona di Proust
La Mamma Gaetano Pesce
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Il Modo Italiano

di Redazione

La poltrona con la palla al piede, chiamata Mamma, di Gaetano Pesce? 1969. La lampada a fungo Nesso progettata per Artemide? ‘67. La seduta trasparente di Cini Boeri? ‘87. La lampada da terra Arco di Castiglioni per Flos? ‘62. La poltrona Proust di Alessandro Mendini? ‘78. La seduta Pratone del Gruppo Strum? ‘71. Sorprende vedere “date di nascita” così lontane, per oggetti che ancora oggi rappresentano nelle nostre case l’idea di modernità; oggetti che hanno quasi raggiunto l’età pensionabile e invece sembrano eterni adolescenti destinati a non passare mai di moda, come l’arte con la A. Sono pezzi indimenticabili della nostra storia e del nostro presente, che dal salotto sono arrivati al museo, e dal museo hanno saputo tornare al salotto. Molti di essi sono infatti ancora in produzione (a volte solo con minimi cambiamenti di tessuti e rivestimenti), a testimoniare la lunga vita che il design e l’idea, intesi come valore aggiunto, conferiscono alle cose in mezzo alle quali viviamo. Il MART di Rovereto torna a indagare il rapporto fra design, arti visive e produzione industriale del XX° secolo con una mostra che a partire dal titolo evidenzia il carattere singolare che questo rapporto ha assunto in Italia.

Il Modo Italiano mette in scena 353 pezzi che, spaziando dalla pittura alla scultura, dalla fotografia ai disegni architettonici, dai mobili alle creazioni in vetro, ripropongono quel particolare clima creativo che ha contraddistinto il panorama tricolore nel ‘900; oggetti che fanno dialogare le arti, per dimostrare che non esiste nella storia del design la via maestra; ma molte, impercettibili sfumature che moltiplicano all’infinito i punti di vista. Modo Italiano è quel sottile filo rosso che permette di rintracciare i forti legami che nel nostro paese sono sempre esistiti fra arte e produzione industriale, portando a creare prodotti riconosciuti e apprezzati nel tempo. Il nostro bel design, seppur attraverso un percorso tortuoso e accidentato, si è ritagliato uno spazio speciale a livello internazionale, trasformando i difetti in pregi e garantendosi la longevità. I dualismi e i trasformismi che hanno caratterizzato la storia d'Italia, un’industrializzazione che stentava a decollare, nonché la dicotomia sofferta e vissuta di una cultura che deve fare i conti con il pesante fardello di un passato “ingombrante”, hanno fatto sì che il moderno innescasse soluzioni inconsuete, originali, imprevedibili. La debole e incompleta modernità elaborata dal “modello italiano” ha ricavato dalla propria anomalia la forza per una ricerca sperimentale trasformando, grazie alle mani e alle menti di artisti geniali, i punti deboli in punti di forza. Creando, soprattutto, uno stile riconoscibile in tutto il mondo.

Il Modo Italiano.
Design e avanguardie artistiche in Italia nel XX secolo
Fino al 3 giugno, MART, corso Bettini 43, Rovereto (TN)
tel. 0464438887
Numero Verde per prenotazioni: 800-397760
Catalogo Skira, € 60

www.mart.trento.it

Foto: Anni Settanta
Alessandro Mendini, La poltrona di Proust, 1978, Produzione e Studio Alchimia (Cappellini dal 2001), Musée des Beaux-Arts de Montréal, Photo MBAM/MMFA, Christine Guest
Gaetano Pesce, “La mamma” poltrona e poggiapiedi, Edizione 1984, dalla serie “Up”, 1969, prodotta da C&B Italia e B&B Italia, The Montreal Museum of Fine Arts – Liliale and David M. Stewart Collection

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