Coolmag - fashion&design

Studio Museo Castiglioni
Mezzadro
Arco
home - fashion & design




Studio Castiglioni. Dove abita il Design

di Stefano Bianchi

Vista sul Parco Sempione e il Castello Sforzesco. Nell’anima di una Milano che tanto ha dato, negli Anni ’60 e ’70, al design internazionale. Al 27 di piazza Castello, pianterreno di un palazzo ottocentesco talmente bello da mozzare il fiato, lo Studio Museo dell’architetto e designer Achille Castiglioni (1918-2002) dà sostanza nei suoi 5, ampi e luminosissimi locali, a un'autentica “casa delle meraviglie” che sublima il caos ordinato. Qui, per oltre 60 anni, il maestro Castiglioni ha liberato l’ironico genio ideando lampade, sedie, poltrone, oggetti, posate. Sperimentando sul prodotto industriale insieme ai fratelli Livio (1911-1979) e Pier Giacomo (1913-1968). Studio-laboratorio-atelier-officina e da un anno museo gelosamente salvaguardato dalla Triennale, questo luogo magico del pensiero e del progetto viene quotidianamente illustrato per filo e per segno ai visitatori da Giovanna, la figlia più piccola di Achille. Sorridente memoria storica di papà, racconta aneddoti colmi delle sue risate, della sua inesauribile energia, di quell’estro creativo che ha dato il benvenuto a icone del design sparse per la casa: la lampada da terra Arco e quella da tavolo Snoopy, il tavolino arancione Rochetto, lo sgabello Mezzadro ricavato “à la Marcel Duchamp” dal sedile di un trattore, lo sgabello equilibrista Sella con una sola gamba e un sellino da bicicletta, il lampadario Cocoon, il radiofonografo RR126 griffato Brionvega

C’è tutto e di più, in quest’appartamento che ha visto concretizzarsi l’Idea in ogni sua forma: progetti, disegni, prototipi degli oggetti in carta, gesso e legno, riviste d’arredamento, foto, cartoline, appunti, libri, manifesti di mostre. Nella sala adibita alle riunioni, attorno al lungo tavolo rettangolare, sedie l’una diversa dall’altra fra cui un’antica Thonet. Nel laboratorio, la voglia di fare e di creare ha lasciato un’indelebile impronta. L’enorme specchio, appeso laggiù in fondo al corridoio e sistemato a 45 gradi per moltiplicare gli spazi, serviva a Castiglioni per vedere, quand’era in riunione, chi entrava. Un giorno, Achille ordinò un espresso al bar, arrivò il cameriere e ci finì letteralmente contro. Da allora, davanti allo specchio ci sono poltrone: non si sa mai. E poi c’è una vetrinetta, alta alta, che raccoglie “dadaisticamente” una collezione di “objects trouvé” raccolti in giro per il mondo, quelli “intelligenti” e quelli “stupidi”, da una carnevalesca dentiera da caricare a molla alla bottiglietta di gazzosa con la pallina, memorabilia Anni '50. Perché Achille Castiglioni si divertiva, eccome. E dagli oggetti più semplici e curiosi sapeva trarre ispirazione per il suo funzionale design. Infine, le caramelle di cui era ghiotto. Che Giovanna, impagabile guida, non esita ad offrire.

Studio Museo Achille Castiglioni
Collezione Permanente del Design Italiano
La Triennale di Milano
piazza Castello 27, Milano
tel. 028053606 – 72434231
Da lunedì a venerdì, dalle 10 alle 13


www.triennale.it

Foto: Studio Castiglioni/Fabrizio Marchesi
Achille e Pier Giacomo Castiglioni, sgabello Mezzadro, Zanotta, (1954) 1971
Achille e Pier Giacomo Castiglioni, lampada da terra Arco, Flos, 1962
© Amendolagine-Barracchia

stampa

coolmag