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Tropical Déco

di Redazione

Per la maggior parte delle persone Miami è sinonimo di mare, spiagge immense, divertimento. Già un secolo fa, navi e treni conducevano gli infreddoliti abitanti nordamericani nella calda terra del sole, ponendo le basi per un turismo che ha progressivamente accompagnato la città nel suo sviluppo e nei suoi mutamenti. Nella parte meridionale di Miami Beach, isola lunga e sottile che si estende di fronte a Miami, troviamo l’Art Déco District, quartiere-simbolo di questo spirito vacanziero di lunga data. Composto da circa 400 edifici, gran parte dei quali alberghi sorti fra gli Anni ‘30 e ’40, si snoda fra Ocean Drive e Collins Avenue. Le costruzioni dell’Art Déco District si contraddistinguono per un particolare stile architettonico che è stato felicemente racchiuso nella definizione di Tropical Déco. La peculiarità di questo stile, nato nella logica edilizia del riposo e della vacanza, è affidata essenzialmente agli apparati ornamentali: fregi e sovrapporte in cemento, ringhiere e battenti in metallo che ripropongono gli elementi classici del déco internazionale (dalla fontana al ventaglio; dalle rose alla pioggia di corolle) unendo ad essi evocazioni stilizzate della flora e della fauna tropicale, nonché elementi di chiara simbologia marina.

Capita perciò di trovare capitelli a forma di ananas, come quelli del Loews Hotel, e fenicotteri rosa al posto di colonne ioniche. Perfino di scorgere palazzi che somigliano a transatlantici insabbiati, o grattacieli solcati da vele e oblò. Anche dal punto di vista cromatico, il Tropical Déco si differenzia dal più sobrio e austero déco europeo. Intonaci dai colori pastello (non sempre rispondenti agli originali) donano agli edifici di Miami Beach un fascino indiscutibile. Il Colony Hotel, con decorazioni che vanno dal viola all’azzurro, e l’Hotel Shelley coi suoi fregi lilla che dal 1936 risaltano su candide pareti bianche, ben simboleggiano questo mutevole gioco di colori che al calar del sole si accende in un tripudio di neon e luci colorate. Il Marlin Hotel, progettato da L. Murray Dixon, è invece uno degli alberghi più antichi del quartiere e mostra gli elementi tipici dell’Art Déco di South Beach: angoli arrotondati e fregi che raffigurano creature marine. Inoltre, per il fascino sontuoso e la presenza di studi di registrazione nel seminterrato, il Marlin è meta di rockbands e rockstars come U2, Aerosmith e Mick Jagger. Fra i maggiori alberghi cittadini, riconoscibile per la terminazione a prua di nave, il Delano Hotel mostra infine il felice risultato di un perfetto stile Anni ‘40 riadattato al presente da un designer di tutto rispetto quale è Philippe Starck. La piccola porta color pervinca si affaccia ancora oggi su Collins Avenue, a testimoniare il ricordo di un passato fastoso (e festoso) che nessuno a Miami vuole dimenticare. Come i preziosismi ornamentali che incorniciano l’Hotel Webster. O meglio: ex hotel. Messo in vendita per la felicità di qualche nostalgico miliardario.

Loews Miami Beach Hotel, 1601 Collins Avenue
tel. 001-305-604-1601

www.loewshotels.com

Colony Hotel, 736 Ocean Drive
tel. 001-305-673-6776

www.ColonyHotelSouthBeach.com

The Hotel Shelley, 844 Collins Avenue
tel. 001-305-531-3341

www.hotelshelley.com

The Marlin Hotel, 1200 Collins Avenue
tel. 001-305-604-3595

www.marlinhotel.com

Delano Hotel, 1685 Collins Avenue
tel. 001-305-672-2000

www.delano-hotel.com

Foto: Franco Camanzi, 2006



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