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Valentina. Una vita con Crepax

Valentina Rosselli ormai fa parte dell’immaginario collettivo di più generazioni. Conosciuta come Valentina e basta, è la protagonista del fumetto griffato Guido Crepax (1933-2003) che approda nel 1965 sulle pagine della rivista Linus. Promettente e creativa fotografa, fidanzata col mite e comprensivo Philip, è uno dei pochi personaggi delle strisce a fumetti di cui conosciamo la data di nascita: 25 dicembre 1942. Come Luisa, la moglie di Crepax. Donna completa e complessa, affronta i suoi problemi (anoressia, allucinazioni, difficoltà quotidiane) ricorrendo anche al sogno come luogo di fuga dall’opprimente realtà. Caso più unico che raro, nel corso degli anni invecchia come tutti i comuni mortali. I suoi tratti fisici si ispirano a Louise Brooks, attrice americana che negli Anni ’20 conquistò il mondo cinematografico nel ruolo di Lulù atteggiandosi a “femme fatale”. Valentina, infatti, emerge anche per la carica erotica che riesce a trasmettere (viene spesso ritratta nuda) e alle storie molto connotate che è costretta ad affrontare ogni giorno. Ed è lei la padrona di casa, la fascinosa protagonista di una mostra – Valentina. Una vita con Crepax – tanto originale quanto spettacolare, del tutto nuova rispetto agli ultimi appuntamenti che a lei e al suo geniale creatore sono stati dedicati a Roma e a Milano. Un progetto espositivo concepito per l’occasione dai 3 figli di Crepax (Caterina, Antonio e Giacomo) che custodiscono attraverso l’Archivio Crepax l’immenso patrimonio artistico del padre.

Si comincia facendo la conoscenza del futuro fumettista milanese, 12enne, a Venezia con la famiglia per sfuggire alla guerra, che dà vita ai primi albi a fumetti sulla scia dei film horror Anni ’30 e ’40. Figlio di un musicista (primo violoncello alla Fenice di Venezia e poi alla Scala di Milano) nonché fratello di un emergente manager discografico, Guido ottiene i primi incarichi professionali nella musica disegnando copertine di Lp. Fra gli Anni ’50 e ’60, realizza importanti campagne pubblicitarie per Shell, Dunlop, Campari e Terital. In contemporanea lavora a sigle per programmi televisivi, scenografie per spettacoli teatrali e storyboards per il cinema. Oltre a disegnare centinaia di illustrazioni per Novella, Tempo Medico e altre riviste, realizza cover di libri e trova il tempo per dedicarsi al suo hobby preferito: ideare giochi da tavolo a tema storico, caratterizzati dal suo innato gusto estetico. Valentina e le sue molteplici avventure sono il succo della sezione successiva, dove la nostra eroina viene analizzata anche dal punto di vista psicologico senza trascurarne le evoluzioni nel corso degli anni e gli elementi di novità rispetto al mondo dei fumetti. L’ultima tappa del percorso, al piano terra, si concentra sulla carriera artistica di Crepax e la scelta di promuovere le donne al ruolo di mattatrici delle sue storie: non solo per un fattore estetico o prettamente erotico, ma anche per distinguersi dagli altri fumetti, esplorare micro e macrocosmi psicologici, elaborare inediti stili narrativi. Ma soprattutto far discutere, riflettere, perfino scandalizzare. Al primo piano, infine, spazio ai filmati dedicati all’autore, al personaggio Valentina e ai possibili sviluppi del fumetto: la videoarte e un’installazione dove le pagine si colorano un po’ alla volta e grandi tavole montate su cavalletti danno un assaggio del progetto editoriale dell’Archivio Crepax: la collana con le più belle storie a colori realizzata per la Repubblica.

Valentina
Una vita con Crepax
Fino al 15 aprile 2019, Museo Civico Bassano del Grappa, piazza Garibaldi 34, Bassano del Grappa (VI)
tel. 0424519901

Foto: Valentina intrepida, 1972
Copertina del 33 giri Nuda del gruppo progressive rock Garybaldi, 1972
Illustrazione per la campagna pubblicitaria dei tessuti Terital, 1970

 

 

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